Il "dono" di Prato al papa: 46 mila euro per l’Emporio che aiuta le famiglie
PRATO - Domani, martedì 10 novembre, l’elicottero di Papa Francesco atterrerà intorno alle 7,45 allo stadio Lungobisenzio e poi il Pontefice raggiungerà nella vettura scoperta piazza del Duomo per parlare ai fedeli di Prato nella loro cattedrale. “L’attesa per questo grande evento è palpabile, i pratesi sono orgogliosi per questa opportunità che viene offerta loro”, ha dichiarato il vescovo Franco Agostinelli.
“Prato intende offrire al Papa non un dono personale ma un gesto concreto di carità, ‘un’opera segno’: rafforziamo l’Emporio della solidarietà, il servizio che ogni settimana aiuta oltre mille famiglie in difficoltà a fare la spesa”, fa sapere la diocesi. “Aiutaci a riempirlo” è l’invito scritto su un piatto vuoto posto su una tavola apparecchiata, “Adotta una famiglia” è lo slogan della campagna alla quale i pratesi sono stati invitati ad aderire: finora “sono arrivati 46 mila euro di donazioni, frutto di raccolte effettuate nelle aziende, nelle parrocchie, nelle associazioni e provenienti da singole persone. E tante devono ancora arrivare”, sottolinea il coordinatore dell’Emporio Rodolfo Giusti, che aggiunge: “La campagna continua anche dopo la visita del Papa e molti eventi benefici sono stati organizzati fino alla fine dell’anno, da qui a dicembre c’è già un calendario molto fitto”.
Alla Caritas è arrivata la telefonata di un sacerdote della diocesi di Milano che ha chiamato per avere informazioni su come aderire a questa maratona di solidarietà a favore dell’Emporio, l’esperienza che da 8 anni rappresenta uno degli esempi più significativi di sinergia e collaborazione tra le istituzioni locali. A promuoverlo furono nel 2008 la Caritas diocesana, il Comune, la Provincia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Per partecipare basta dare un contributo di 60 euro annuali, corrispondenti a 5 euro al mese, per acquistare i prodotti che andranno a riempire gli scaffali dell’Emporio (www.emporio.prato.it).
Stasera, alle 21, i giovani della diocesi sono invitati a partecipare alla veglia di preghiera nella chiesa di San Francesco, alla presenza del vescovo, guidata da don Alessandro Magherini; molti ragazzi rimarranno a dormire in chiesa e nei locali parrocchiali. Grazie al servizio prestato dagli scout dell’Agesci di Prato, a tutti partecipanti intorno alle 5 del mattino di domani sarà servita una colazione a base di cornetti caldi, poi si trasferiranno in piazza Santa Maria delle Carceri. I bambini delle scuole primarie, invece, troveranno posto soprattutto allo stadio - a loro sarà riservata la tribuna centrale - e in piazza Europa. In piazza San Marco, grazie alla Protezione civile, è allestito uno spazio dedicato ai malati e ai disabili: in 200 aspetteranno il passaggio del Papa. La Misericordia ha curato il coordinamento del trasporto in collaborazione con Pubblica Assistenza, Croce d’Oro, Croce Rossa e con il supporto dell’Unitalsi. Il servizio è reso possibile grazie all’impegno di oltre 100 volontari delle varie associazioni e dall’impiego di 50 mezzi per il trasporto socio-sanitario. Saranno posizionati 6 maxischermi lungo il percorso della papamobile, per seguire tutta la visita. In cattedrale papa Bergoglio inconterà, fra gli altri, sacerdoti anziani e giovani, le claustrali dei monasteri di San Clemente e San Vincenzo, 20 malati per espressa sua richiesta. Dal pulpito di Donatello e Michelozzo, Francesco parlerà ai presenti e poi sul sagrato riceverà l’omaggio di 50 persone scelte tra le principali autorità e i rappresentanti delle categorie sociali. Poi ripartirà alla volta dello stadio e di Firenze, dove atterrerà alle 9,15 circa allo stadio Ridolfi per partecipare al Convegno ecclesiale nazionale.
Al pontefice verrà anche consegnata la “lettera aperta del mondo del lavoro: patto per il ‘buon lavoro’”, messaggio che annuncia un “patto di convivenza e prossimità” tra le categorie sociali ed economiche affinché il lavoro continui a essere “fonte di dignità” per tutti. “C’è una Prato di cui non si parla, che non prende gli onori della cronaca, ma che è la spina dorsale della comunità – prosegue il testo -. È la Prato che lavora e che produce solidarietà silenziosamente e che distribuisce ancora, seppur con fatica, tanta benedizione all’intera comunit” Una Prato che tutt’oggi può contare su una popolazione attiva di circa 120mila persone, quasi 30mila imprese attive, e sul principale distretto tessile d’Europa (il 17% del tessile nazionale esportato viene prodotto nella città). La missiva è sottoscritta da Camera di Commercio, Unione Industriale Pratese, Confartigianato, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Confcooperative, Lega delle cooperative, Coldiretti, Cgil, Cisl e Uil. (lab)