10 ottobre 2016 ore: 17:00
Famiglia

Il dramma delle bambine migranti: violenze sempre più feroci durante il viaggio

Costrette a fuggire dalla loro terra poco più che bambine, portano sul loro corpo i segni della migrazione. Lo dice il rapporto di Terre des hommes. In Italia aumentano le nigeriane: "Per controllarle abusi di ogni genere"
http://terredeshommes.it Bambni migranti in fuga

Foto: http://terredeshommes.it

ROMA – Costrette a fuggire dalla loro terra poco più che bambine, portano sul loro corpo i segni del viaggio: violenze, abusi, soprusi di ogni genere. Il fenomeno delle minori non accompagnate, le piccole migranti che arrivano in Europa da sole è un dramma nel dramma della violenza sui bambini. Lo sottolinea Terre des hommes nel su o rapporto Indifesa. Solo nel 2015 sono stati registrati in tutta Europa 90 mila minori stranieri non accompagnati, provenienti da Afghanistan, Siria, Somalia, Eritrea, Iraq e Nigeria. Nella quasi totalità dei casi si tratta di maschi, ma in base alle stime di Eurostat 7.805 sono bambine. Anche nel nostro paese il fenomeno è in crescita. E, secondo Terres des hommes, in particolare le ragazze nigeriane subiscono ogni genere di abusi: sia durante il viaggio sia una volta arrivate nel nostro paese.

Molte, allettate da false promesse, finiscono nel giro della prostituzione. Tante le ragazzine che arrivano incinte sulle nostre coste. Tutte hanno subìto traumi da privazioni e violenze e necessitano di un’assistenza psicologica specifica, che le sostenga nel recupero della propria coesione identitaria, come persone degne di valore. “Il corpo di queste ragazze è la carta di identità del dolore che è stato loro inflitto – spiega Federica Giannotta, curatrice del rapporto di Terres des hommes -. In Italia sono in aumento le nigeriane, sono state quasi seimila solo nell’ultimo anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di ragazze a cui è stato fatto un rito voodoo prima di partire, per costringerle alla prostituzione. Vengono poi affidate a dei veri e propri criminali. Quello che abbiamo notato – aggiunge- è un ritorno a metodi di controllo molto efferati. Negli ultimi anni, grazie all’uso dei telefonini, c’era stato un allentamento del controllo, ma ora stanno ricominciando a far subire a queste ragazze violenze di ogni genere”.

Anche secondo Maria Carla Bocchino, del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato sulla violenza di genere “c’è un aumento della barbarie nei confronti delle ragazze migranti”. In particolare “la nostra esperienza con la comunità nigeriana ci dice che c’è una gestione molto violenta della prostituzione – afferma – . Il controllo delle maman è strettissimo e le ragazze sfruttate molto spesso accettano qualsiasi cosa pur di liberare la famiglia dal debito contratto per il viaggio. Oggi a tutto questo si aggiunge la violenza sessuale che queste ragazze subiscono durante il viaggio, e che esce fuori dal controllo delle organizzazioni nigeriane. C’è una cessione di potere, se così si può dire, durante il percorso che va dalla Nigeria al Mar Mediterraneo, durante il quale la ragazza viene lasciata in balia di ciò che vuole in quel momento il trasportatore. Intercettare quella violenza, di cui solo alcune raccontano, è molto difficile. E questo è un problema. Il fenomeno va affrontato su più livelli – conclude -, perché per arginare la tratta di esseri umani serve una cooperazione più forte tra i paesi”.

Il rapporto di Terres des hommes ricorda anche che nel mondo, circa 200 milioni di donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali. Di queste, circa la metà vivono in Egitto, Etiopia e in Indonesia e ben 44 milioni sono bambine al di sotto dei 14 anni. Ogni anno, sono 16 milioni le nuove baby spose, nate in aree di guerra ed emergenza, obbligate a sposare prima dei 18 anni mariti più anziani di oltre 10 anni, con gravi conseguenze per la salute e lo sviluppo della persona, costrette ad abbandonare gli studi e rese vittime di violenze, abusi e sfruttamento. Piccole donne a rischio di gravidanze precoci e di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Numeri che, senza interventi, sono destinati ad aumentare: si stima che entro il 2030 le spose bambine arriveranno a 950 milioni e nel 2050 a un miliardo e 200 milioni. Un destino, il loro, non troppo diverso da quello delle mogli “a tempo”, un fenomeno che sta crescendo in vari Paesi del mondo arabo, India e Afghanistan. Inoltre, nel corso del 2015, 65 milioni e 300mila persone son dovute fuggire a causa di guerre, violenze e persecuzioni: di questi più di 850.000 mila sono arrivati in Europa lungo la “Rotta Balcanica”, il 16% sono donne e il 24% minori, migranti vulnerabili che hanno affrontato un viaggio di estorsioni, stupri e prostituzioni forzate, in balia dei trafficanti.

Infine, il dossier dedica un approfondimento a Iraq e Siria dove migliaia di donne e ragazze sono ridotte a schiave dei combattenti. Un destino simile è toccato alle ragazze, studentesse, nigeriane rapite da Boko Haram costrette a convertirsi e fare da schiave sessuali o da kamikaze. E la mappa delle bambine soldato interessa anche paesi come Siria, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Somalia, Yemen, Sud Sudan, Colombia e Myanmar. I bambini e le bambine “prede di guerra” vengono rapiti o arruolati con la forza da eserciti regolari e gruppi ribelli. In altri casi, però, i più piccoli finiscono con l’imbracciare un fucile perché spinti dalla povertà, dall’esclusione sociale o dal desiderio di vendetta per le violenze subite dalla loro famiglia.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news