8 agosto 2020 ore: 12:04
Disabilità

Il futuro del turismo dopo la pandemia

È uscito il numero doppio estivo (agosto-settembre 2020) di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
copertina superabile ago-set

ROMA – Il futuro del turismo accessibile dopo il covid-19, un’intervista a Blindur – pseudonimo di Massimo De Vita –, musicista non vedente, l’attivismo delle persone disabili tra passato e presente, la doppia emergenza del virus nei Paesi in via di sviluppo e un reportage fotografico sul nuovo Centro nazionale della Lega del Filo d’Oro a Osimo, vicino Ancona. E poi ancora: sport, tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero doppio di agosto-settembre 2020 di “SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e consultabile anche online.

Sogna un mondo senza confini e senza barriere. Psicologa e travel blogger, Giulia Lamarca è in carrozzina dopo un incidente sullo scooter avvenuto otto anni fa. Da allora ha cominciato ad andare in giro per il mondo, insieme a suo marito Andrea, e da quel momento non ha smesso più. E oggi riflette, insieme al fondatore di Village for all Roberto Vitali, su come cambierà il settore del turismo dopo il covid. Con una speranza: che l’intero comparto si rinnovi, partendo proprio dall’inclusione. E se lei è già riuscita a trascorrere qualche giorno in Francia, a Serre Chevalier, una località a pochi chilometri dal confine con l’Italia, Silvia Codispoti, malata di Sla, spera in una settimana di mare in una spiaggia accessibile di Savona. Per Claudio Imprudente invece, presidente onorario del Centro documentazione handicap di Bologna, abituato ad andare in ferie insieme ad altre persone disabili, quest’anno nessuna vacanza.

“Nulla è per caso e ogni esperienza, ogni dolore, è benzina nel motore della mia anima”. È questa energia che si respira visitando la pagina Facebook di Blindur, pseudonimo di Massimo De Vita, cantautore e musicista a tempo pieno. Napoletano, classe 1987, aveva poco più di sette anni quando ha perso la vista: “Senza dubbio un limite forte, per certi versi anche una risorsa”, racconta. “Perché ci sono circostanze in cui i limiti sono un modo per aprirsi ad altre possibilità”. Oggi il rock alternativo e folk sperimentale del suo gruppo, con all’attivo circa 400 concerti, vari premi e collaborazioni internazionali, è finalista al festival della canzone d’autore Musicultura 2020.

Ma sul numero di agosto-settembre di “SuperAbile Inail” trovano posto anche quei pugili sordi che hanno fatto la storia della boxe, la subacquea per tutti, l’accessibilità della Valle dei templi di Agrigento e del Parco archeologico di Paestum, i vincitori della gara d’idee per musei più inclusivi in occasione di Parma Capitale italiana della cultura. Spazio poi a M”, il progetto fotografico di Paolo Manzo edito da Crowdbooks che racconta la storia di Mario, giovane tetraplegico per via di un tuffo in mare, alla nuova Cenerentola del Teatro La Ribalta e al docufilm “50000 passi” di Michelangelo Gratton, primo episodio di una serie tv, “Storie straordinariamente normali”, dedicata a persone con disabilità che sono riuscite a superare gli ostacoli della vita. Senza dimenticare infine le rubriche su app, hi-tech e mondo social, oltre all’ironia irriverente delle strisce di “Fabiola con l’acca”. E come sempre è online la Guida al PDF accessibile, realizzata in collaborazione con la Uici per rendere fruibili alle persone cieche e ipovedenti tutti i numeri del magazine. (mt)
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