27 luglio 2001 ore: 15:18
Economia

Il Gsf denuncia le violenze e prospetta l'incontro con un sindacato della polizia. Agnoletto: ''Due i morti di Genova''

G8BN

ROMA – Indignazione e rabbia sono i sentimenti espressi dal portavoce del Genoa Social Forum riguardo a quelli che sono stati definiti i “tre giorni di dittatura cilena, vissuti da centinaia di migliaia di manifestanti pacifici”. E’ solo un primo esempio del tono usato nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Roma, presso la sede della stampa estera, presenti il portavoce nazionale Vittorio Agnoletto, il leader dei Cobas Piero Bernocchi e la responsabile internazionale dell’Arci Raffaella Bolini.

Dopo aver ribadito l’autonomia del movimento, i rappresentanti del Gsf hanno espresso le loro richieste: “Vogliamo chiarezza su quello che è accaduto e vogliamo capire chi è responsabile delle violenze e delle torture subite da molti manifestanti pacifisti. Il Gsf è pronto ad intentare una causa civile nei confronti di Berlusconi e Scajola per diffamazione. Ci hanno additato come i responsabili dei disordini scoppiati nelle strade di Genova, ma non è così”.

A questo punto sia Agnoletto che Bernocchi hanno alzato il tiro: “Le forze dell’ordine hanno torturato brutalmente decine di persone (in questo contesto i due esponenti hanno reso descrizioni estremamente crude delle violenze subite dai fermati hanno, ndr), non crediamo che i poliziotti e le forze dell’ordine abbiano agito autonomamente. Da chi è arrivato l’ordine di agire in modo così violento? La polizia in situazioni di emergenza come quella di Genova risponde direttamente alle indicazioni dei più alti rappresentanti delle istituzioni. Questo lo dice la Costituzione. A Genova erano presenti nella zona rossa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il vicepresidente Gianfranco Fini…”.

Inoltre, i rappresentanti del Gsf hanno stilato un vero e proprio bollettino di guerra. Diciotto sono le persone che risultano attualmente disperse, probabilmente tutti stranieri. I morti, secondo i rappresentanti di Gsf e Cobas, sarebbero due e non uno. “Secondo testimonianze certe, una ragazza tedesca gravemente ferita è stata trasportata in un luogo mai reso noto. Non è stata ritrovata, infatti, in nessun ospedale”. A Margine della conferenza stampa Agnoletto apre uno spiraglio di dialogo alle forze dell’ordine. “Il sindacato Cgil della Polizia ci ha chiesto un incontro nei prossimi giorni. Noi siamo pronti ad incontrarci solo ad una condizione, che la polizia accetti le sue responsabilità su ciò che è accaduto a Genova”.

Secondo Bernocchi, “è la prima volta in Italia che dopo la morte di un manifestante la polizia non si è ritirata. Cosa che era avvenuta durante le manifestazioni degli anni ‘70”.

Agnoletto ha inoltre ribadito la più totale estraneità del Gsf ai black bloc. Questi sono stati paragonati dal portavoce del Gsf a “gruppi ultras di tifosi, che distruggono e annientano tutto senza alcun motivo. E’ un movimento questo senza alcuna valenza politica, di cui si sa già molto. I black bloc erano presenti sia a Seattle che a Praga e a Goteborg. Negli Stati Uniti il loro leader è conosciuto da tutta l’opinione pubblica, essendo comparso più di una volta anche sulle televisioni nazionali. Le forze dell’ordine sapevano che i black bloc sarebbero venuti a Genova e sono stati sfruttati dalle stesse per creare una situazione di totale disordine e terrore”.

A conclusione della conferenza stampa, Agnoletto si è soffermato sui risultati del vertice G8. “A nostro modo di vedere - ha affermato – si tratta di un bilancio negativo. I soldi stanziati per la costituzione di un fondo anti-aids sono solo un ottavo di quello che era stato promesso”. Quanto alla sua estromissione dalla Commissione del nuovo ministero del welfare, Agnoletto l’ha definita un “vero atto di rappresaglia politica”. (vs)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news