24 ottobre 2019 ore: 14:42
Società

Servizio civile al Cimitero Monumentale: il racconto di Daniele e Katia

Hanno scelto di fare l'anno di volontariato in un luogo "di arte cultura e memoria". Si occupano dell'accoglienza dei visitatori e li guidano tra le tombe di personaggi illustri: da Manzoni a Enzo Jannacci
Cimitero_Monumentale_di_Milano

MILANO - "Potrà sembrare una perversione, ma a me il cimitero piace perché nella prospettiva laica è un giardino della memoria, è come illudersi che la morte non abbia detto l'ultima parola. E al Monumentale ciò è potenziato al massimo dalle opere d'arte": a Daniele Capovilla, 28 anni, una laurea in Storia dell'Arte con una tesi sull'arte cimiteriale, non manca certo il senso dell'ironia. È uno dei giovani del Servizio civile che sta svolgendo il suo anno di volontariato al Cimitero Monumentale di Milano. "Può sembrare strano che un giovane scelga di passare un anno in questo ambiente, ma è in realtà un luogo di arte, cultura e memoria". Il Monumentale è in effetti un museo a cielo aperto, dove sono sepolti personaggi illustri, da Alessandro Manzoni a Carlo Cattaneo, da Salvatore Quasimodo ad  Anna Kuliscioff o Arturo Toscanini, da Enzo Tortora a Gino Bramieri, Giorgio Gaber, Alda Merini, Dario Fo, Franca Rame e Enzo Jannacci per citarne solo alcuni. Diversi gli itinerari di visita alla scoperta di edicole, tombe e monumenti, vere opere d'arte commissionate ad artisti per ricordare personaggi o famiglie importanti di Milano. Nel 2019 è stato visitato da oltre 100 mila persone. Al suo interno sono stati organizzati oltre 250 eventi tra concerti, piece teatrali e convegni,140 passeggiate tematiche e 68 visite scolastiche. Ora c'è anche un sito web dedicato: "Siamo cresciuti esponenzialmente rispetto agli  ultimi anni, offrendo un programma di eventi capace di attrarre un pubblico eterogeneo, dalla famiglia milanese al turista straniero", ha spiegato l'assessora ai Servizi Civici Roberta Cocco, presentando il bilancio delle attività del 2018.

I volontari del Servizio civile si occupano dell’accoglienza dei visitatori all’Infopoint o durante gli eventi, dell’accompagnamento di turisti non organizzati, comitive, scuole, centri culturali, organizzano passeggiate guidate e progettano nuovi percorsi didattici. "La cosa che mi piace di più è accompagnare i visitatori - sottolinea Katia Castellazzi, 22 anni, laurea triennale in Storia con una padronanza di inglese, francese e spagnolo-. Per me il monumentale è un luogo d'arte e di storia, passare tra le tombe è come dar loro nuova vita". Sono due alla volta i giovani che passano i loro 12 mesi al Monumentale. "Bisogna avere spirito di servizio e passione per la storia e l'arte - aggiunge Daniele -. La gente viene per curiosità e vuole vedere soprattutto le tombe dei personaggi più noti". Ciascun volontario contribuisce a realizzare almeno 60 visite guidate generali e a tema e a svilupparne almeno 6 su nuovi argomenti. Le ore dedicate all’accoglienza del pubblico sono circa 600 all’anno sulle 2.250 complessive di apertura.

E sono volontari anche gli ex vigili urbani in pensione, che hanno il compito di prevenire furti, atti vandalici o "comportamenti impropri". Sono 14 donne e uomini che, dopo una prima fase sperimentale di 6 mesi, hanno rinnovato il loro impegno per altri 18 mesi.

Al Cimitero Monumentale di Milano è stato anche avviato un progetto di reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti. Un protocollo d’intesa tra il Comune di Milano ed il Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria di Milano permette alle persone detenute, dopo un periodo di tirocinio formativo, di accogliere, informare e orientare i visitatori del cimitero Monumentale. (dp)

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