22 gennaio 2014 ore: 14:26
Non profit

Il movimento pacifista torna all’arena di Verona. ''Stop a spese militari e F35”

L’appuntamento è fissato per il prossimo 25 aprile. L’iniziativa nasce da un appello di padre Alex Zanotelli rilanciato da un comitato promotore composto da 5 organizzazioni. “Vogliamo far capire che la vera emergenza oggi è la povertà. Ma serve anche autocritica, il movimento nonviolento è troppo frammentato”
http://www.disarmo.org Perchè dire NO al cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter?

Perchè dire NO al cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter?

ROMA – “La resistenza oggi si chiama nonviolenza, la liberazione oggi si chiama disarmo”. Con questo slogan il movimento pacifista italiano dopo dieci anni torna all’arena di Verona. A rilanciare un appuntamento, che era il cuore del movimento negli ottanta e novanta,  è un appello di padre Alex Zanotelli sostenuto da un comitato promotore formato da cinque organizzazioni: la campagna Sbilanciamoci, Rete disarmo, Movimento Nonviolento, Cnesc e Forum servizio civile. L’iniziativa dal titolo “Arena di pace e disarmo 2014” è fissata per il prossimo 25 aprile ed è stata presentata oggi in Campidoglio. A darsi appuntamento a Verona saranno le associazioni di volontariato, e i movimenti per la pace e il disarmo ma anche tante persone provenienti dalla società civile, artisti, intellettuali e personaggi dello spettacolo come Moni Ovadia, Lella Costa, Ascanio Celestini, Goffredo Fofi e Fiorella Mannoia.

“L’obiettivo è rilanciare con forza il problema delle spese militari: un costo enorme pari a 26 miliardi di euro, oltre ai 15 per gli F35. Una spesa non tollerabile in un momento di crisi come quello che l’Italia sta vivendo – spiega padre Alex Zanotelli - . La vera emergenza oggi è la povertà, in crescita esponenziale, e che coinvolge sempre più le famiglie, insieme alla disoccupazione dei giovani. I soldi andrebbero spesi per questo non per gli armamenti”. Ma quello del 25 aprile sarà anche un modo per creare una piattaforma comune per tutto il movimento. “Dobbiamo fare autocritica – aggiunge Zanotelli – ci sono oggi troppi movimenti per la pace frammentati. In questi anni ognuno è andato per sé. Dobbiamo, invece, cercare di fare per il disarmo quello che siamo riusciti a fare coi movimenti per l’acqua: lavorare insieme per arrivare a dei risultati concreti”.

Mao Valpiana, direttore di Azione nonviolenta, sottolinea inoltre che “l’intento non è quello di creare un nuovo movimento non violento, ma un momento di riflessione dei movimenti, che vuole essere anche una festa, grazie alla partecipazione di molti artisti”. “La questione centrale resta quella del disarmo –aggiunge -  una punto decisivo che manca nell’agenda politica, ma vogliamo riprendere il filo di una storia interrotta dieci anni fa nel giorno simbolo della resistenza, il 25 aprile”.

Nel corso dell’incontro all’arena di Verona sarà anche lanciata la campagna “Difesa civile 2014” per permettere ai cittadini di decidere che tipo di difesa avere, se militare o civile. “Vogliamo chel’Arena sia un momento forte per far conoscere questi temi ai cittadini –aggiunge Francesco Vignarca di Rete disarmo –non va bene che la parola difesa sia associata direttamente a quella militare, la difesa civile deve avere la stessa dignità”. Anche per Primo Di Blasio presidente del Cnesc è necessario inizia a “parametrare quanto si spende in armi e quanto in servizio civile  per capire la sproporzione assurda negli investimenti”. “Bisogna iniziare a dire che questo paese non può pensare di costruire la pace con strumenti di Guerra – afferma – ma i decisori politici devono iniziare a fare scelte più sensate: si potrebbero finanziare 20mila giovani con il servizio civile al costo di un solo F35”.

 “Gli investimenti per gli F35 sono inutili – aggiunge Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidoglio – Questa iniziativa è importante non solo dal punto di vista etico, ma chiama in causa un intero modello di sviluppo e un’idea di società. Roma è tra le realtà che si sta impegnando per fare pressione sulla questione del disarmo”. Per ora hanno aderito personalità singole, espressione di diverse organizzazione e associazioni, da oggi il comitato promotore raccoglierà l’adesione dei movimenti e degli enti, con lo scopo di dare vita a un’iniziativa “il più possibile partecipata e trasversale”. (ec)

 

 

 

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