Il Natale dei terremotati nel camping: "Dove sarà il nostro futuro?"
- PORTO SANT’ELPIDIO – Rita ha gli occhi chiari e un futuro da ricostruire, dalle fondamenta. La sua casa di Visso ha retto esternamente alla violenza del terremoto “ma dentro è crollato tutto”. Ieri era tra gli sfollati ospiti del villaggio turistico Holiday, dove si è recato in visita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “E’ freddo e combatto col mal di gola da quando sono arrivata, vorrei tanto tornare a casa ma non so quando sarà possibile - racconta - . Qui sono tutti gentili e nell’alloggio si sta bene ma devi uscire per mangiare e fa freddo, fa sempre molto freddo”.
Dalla sua finestra Rita vede un panorama che non le appartiene con la sabbia al posto della neve. “Sulle montagne di Visso in questo periodo è quasi sempre tutto imbiancato”. Questi sono i giorni dei preparativi, della frenesia per i regali, dei bambini in vacanza che rianimano le piazzette, dei parenti che tornano al paese e dei turisti che prenotano per la notte del 31. “Quest’anno non abbiamo niente di tutto questo, solo la preoccupazione di cosa e dove sarà il nostro futuro”.
Poco più avanti, all’interno del villaggio, c’è la struttura che ospita il bar e, di fianco, la sala ristorante. Pietro Ponziani è il direttore della ristorazione, quello che da due mesi organizza circa 1200 pasti al giorno per i 540 ospiti arrivati dalle zone martoriate dal sisma. I 40 anni di ristorazione che ha alle spalle emergono insieme alla passione che traspare quando parla di accoglienza. “Quando sono arrivati – racconta – erano terrorizzati: dalle scosse continue, dalla paura per i propri familiari, da una situazione che li aveva completamente disorientati. Era come se non si rendessero esattamente conto di quello che stava succedendo. Poi, con il passare delle settimane, li abbiamo visti un po’ più tranquilli e la paura ha lasciato il posto alla preoccupazione per il futuro. Adesso chiedono in continuazione notizie delle proprie case e dei propri comuni a quelli che raggiungono i paesi di provenienza per lavorare o accudire il bestiame. Tante persone avevano lasciato in montagna gli animali domestici e, per aiutarli a superare il momento, abbiamo permesso loro di portare cani e gatti al villaggio. Siamo molto tolleranti e cerchiamo di fare tutto il possibile per alleviare la sofferenza di questo momento e gli animali domestici sono sempre di grande aiuto e compagnia”.
Nel villaggio ci sono molti anziani e per molti di loro è stato diverso. “Noi abbiamo fatto la guerra - commenta un ospite ottantenne seduto a un tavolino – e pure allora c’era da ricostruire e ricominciare”. Per i giovani e gli adulti, invece, è molto più dura. I bambini sono quelli che all’apparenza hanno subito meno ma che nel tempo dovranno fare i conti con le ferite più profonde. Sul bungalow per il “sostegno psicologico” il cartello parla chiaro: aperto ogni giorno dalle 8 alle 20.
“Questo periodo è ancora più pesante - racconta Ponziani – e stiamo cercando di organizzare al meglio il loro Natale. Diverse persone raggiungeranno i familiari e per chi resta abbiamo preparato un menù di pesce per la vigilia, come da tradizione, e di carne per Natale. Il 24 dicembre offriremo antipasti di pesce, pasta con il salmone e baccalà. Mentre per il giorno di Natale, antipasti, tortellini in brodo e cappone. Oltre, naturalmente a torroni, panettone e dolci tipici del periodo”.
E mentre ci si prepara a organizzare al meglio anche la notte del 31, il pensiero torna ai bambini. “Restiamo sempre in contatto con i clienti estivi del villaggio che ci scrivono e telefonano durante l’anno. I bambini sono i più affettuosi e ci lasciano spesso bigliettini e letterine di ringraziamento. Lo hanno fatto anche i piccoli terremotati. Hanno scritto diverse letterine che hanno appeso qui fuori, sulle finestre dei bungalow. Ci hanno ringraziato ‘per tutto quello che avete fatto per noi’ e hanno scritto… - Pietro fa una pausa, il tempo necessario a ricacciare indietro le lacrime - hanno scritto ‘non vi dimenticheremo mai’ e le loro parole sì, più di quelle di ogni altro bambino che abbiamo ospitato, ci hanno davvero preso il cuore”. Teresa Valiani