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24 marzo 2016 ore: 14:12
Economia

Il nuovo Isee rallenta il piano povertà. "Ma si partirà con l’estate"

La sentenza del Consiglio di stato rallenta ma non frena il percorso verso un piano nazionale di contrasto avviato con la legge di stabilità. Rivisti requisiti e modalità di raccolta delle domande per la misura “ponte”. Tangorra: “L’Inps sta già lavorando procedure informatiche estremamente semplificate”
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ROMA - Senza la sentenza del Consiglio di stato sul nuovo Isee, ci sarebbero già i decreti per far partire le misure contro la povertà previste per il 2016, ma il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali rassicura: “Prevediamo di partire con l’estate”, con nuovi criteri, risorse certe e un pacchetto di misure che potenzia la lotta alla povertà. A fare il punto sul futuro delle misure contro la povertà stabilite con la scorsa legge di stabilità è Raffaele Tangorra, direttore generale per l'Inclusione presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Se non ci fosse stata la sentenza  a questo punto avremmo già avuto i decreti – spiega Tangorra -. Le stime vanno rifatte sulla base della soluzione che sarà data in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di stato. Occorre definire l’Isee per i prossimi mesi. Per quanto non sia centrale nello specifico, i conti vanno fatti alla luce di quello che sarà l’Isee che emergerà”.

La tabella di marcia è quella indicata in legge di stabilità: una misura “ponte” nel 2016 rivista rispetto alla sperimentazione di 12 comuni e una misura nazionale definita a livello legislativo entro il 2017 per farla partire nei primi mesi del prossimo anno. “Il piano nazionale di contrasto alla povertà parte già nel 2016 – spiega Tangorra -, prima di definire strutturalmente gli interventi con l’esercizio della legge delega”.
Due i pilastri su cui si regge l’impianto promosso dal governo. Il primo è quello di un Sia rivisto e corretto con risorse per circa 760 milioni di euro (di cui 380 stanziati con l’ultima legge di Stabilità). Il secondo pilastro è l’Asdi, l’assegno di disoccupazione lanciato col Jobs Act che va in sostegno a quanti hanno esaurito l’indennità di disoccupazione Naspi, hanno un Isee di 5 mila euro, carichi familiari o una difficoltà a ricollocarsi nel mercato del lavoro per via dell’età. “A loro è destinato questo assegno un po’ più generoso di quello del Sia – spiega Tangorra -. A favore dell’Asdi ci sono 600 milioni nel 2016. Complessivamente, quindi, ci sono 1,36 miliardi a cui bisogna aggiungere gli interventi già esistenti, come la Carta acquisti ordinaria, o sperimentali nascenti, come il fondo per la povertà educativa che poggia su risorse delle fondazioni bancarie per circa 130 milioni di euro”.

Al ministero, però, non sembrano preoccupati per questo nuovo imprevisto dovuto al nuovo Isee. Non sembra spaventare neanche l’avvio della misura “ponte” con l’estate, dopo il flop di domande in alcune città della sperimentazione dovuto proprio al lancio della misura in piena estate. Neanche la capacità dei comuni italiani di far fronte alle domande impensierisce più di tanto il governo: non verranno raccolte più attraverso bandi, ma “a sportello” e valutate di volta in volta. Le nuove procedure, così, dovrebbero garantire il successo della misura. “L’Inps sta già lavorando alla definizione delle procedure informatiche per il caricamento delle domande che saranno estremamente semplificate – aggiunge Tangorra -. Dalle 12 città abbiamo imparato che non possiamo permetterci procedure di colloquio raffinate tra l’Inps e i comuni. La complessità della domanda e del colloquio tra Inps e comuni avevano rallentato ulteriormente il processo. Siamo intervenuti in modo da avere una domanda molto semplice, mentre i controlli andranno fatti nella dichiarazione Isee. Quello che deve fare il comune è solo caricare il codice fiscale del richiedente in modo che dalla domanda il rimando sia direttamente alla dichiarazione Isee già acquisita dall’Inps”.

A semplificare le procedure, anche una platea meno selezionata. I criteri troppo stringenti della sperimentazione, infatti, crearono una sorta di effetto imbuto. Con gli interventi previsti per il 2016, però, le cose dovrebbero andare in maniera diversa. “La sperimentazione delle 12 città riguardava una platea in cui, all’interno del nucleo familiare, c’era una persona che aveva perso il lavoro – spiega Tangorra -. Una platea oggi assimilabile più a quella dell’Asdi. In quel momento non c’era alcuno strumento di questo tipo. Oggi c’è e il criterio che aveva fatto più selezione nelle 12 città non è più utilizzato. Il Sia andrà alle famiglie con Isee inferiore a 3 mila euro, ma occorre ricordare che il reddito corrispondente a 3 mila euro nel caso di una famiglia con due figli, o una casa in affitto e assenza di altro patrimonio può corrispondere a circa 18 mila euro di reddito. Da questo punto di vista non sono soglie basse”. Tra i requisiti anche la presenza di un minorenne, ma in questo caso la platea è stata ampliata. “Laddove c’è un figlio con disabilità, anche se la persona con disabilità non è minorenne può essere inclusa e la famiglia può fare domanda – continua Tangorra -. In più, il Parlamento ha aggiunto in sede di approvazione della legge di stabilità la presenza di donne in uno stato di gravidanza accertata. All’interno di questa platea, si adotterà una valutazione multidimensionale basata su requisiti di natura oggettiva: il numero dei figli, l’età dei figli, la presenza di persone con disabilità, l’assenza di lavoro da parte di tutti i membri della famiglia e valori Isee più bassi”.

Difficile, invece, fare previsioni precise su quando l’Italia potrà vedere il piano nazionale contro la povertà nero su bianco in ogni sua parte. L’anno di introduzione sarà il 2017, ma sulla data di partenza deciderà Montecitorio. “La delega dipende dai tempi del Parlamento – conclude Tangorra -. Noi immaginiamo che per l’estate il Parlamento riesca ad approvare la legge delega e avremo sei mesi per esercitare la delega con i decreti legislativi. Dai primi mesi del nuovo anno pensiamo di essere pronti per utilizzare strumenti e risorse che derivano dalla delega. Inoltre, calibreremo Sia e Asdi in modo da non interrompere le erogazioni. Queste sono misure ponte e nel caso saranno attive anche nei primi mesi del 2017. Se i tempi dovessero essere più lunghi, quindi, non ci saranno interruzioni”. (ga)

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