Il Papa al corpo diplomatico: debellare commercio armi, sì a un'etica della pace
Roma - "Debellare il deprecabile commercio delle armi e la continua rincorsa a produrre e diffondere armamenti sempre piu' sofisticati". È l'appello rivolto dal Papa nel discorso al Corpo diplomatico. "Notevole sconcerto destano gli esperimenti condotti nella penisola coreana, che destabilizzano l'intera regione e pongono inquietanti interrogativi all'intera comunita' internazionale circa il rischio di una nuova corsa alle armi nucleari", ha proseguito Francesco, secondo il quale "rimangono ancora molto attuali le parole di san Giovanni XXIII nella Pacem in terris: "saggezza ed umanita' domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti gia' esistenti; si mettano al bando le armi nucleari".
In vista della prossima Conferenza sul disarmo, ha sottolineato il Papa, la Santa Sede "si adopera per promuovere un'etica della pace e della sicurezza che vada al di la' di quella paura e 'chiusura' che condiziona il dibattito sulle armi nucleari".
Anche per quanto riguarda gli armamenti convenzionali, "la facilita' con cui non di rado si puo' accedere al mercato delle armi, anche di piccolo calibro, oltre ad aggravare la situazione nelle diverse aree di conflitto, produce un diffuso e generale sentimento di insicurezza e di paura, tanto piu' pericoloso, quanto piu' si attraversano momenti di incertezza sociale e cambiamenti epocali come quello attuale", l'altro appello di Francesco. (www.agensir.it) (DIRE)