27 febbraio 2020 ore: 14:57
Salute

Coronavirus, il parroco di Casalpusterlengo: "La nostra Quaresima insolita"

di Dario Paladini
Da uno dei 10 comuni della zona rossa, la lettera di don Pierluigi ai suoi fedeli. "Sarà il tempo per soccorrere chi sappiamo essere più solo o in difficoltà o persino contagiato (speriamo i meno possibili!): a volte può far molto anche una semplice telefonata!"

MILANO - Ha la voce pacata e rassicurante, don Pierluigi Leva, il parroco della chiesa dei Santi Bartolomeo e Martino di Casalpusterlengo, uno dei 10 comuni del lodigiano che rientrano nella zona rossa. "Le persone hanno bisogno di informazioni chiare. E soprattutto non serve creare allarmismi, mentre bisogna impegnarsi per tutelare le persone più deboli, quelle già malate per altre patologie. Il fatto che il coronavirus sia pericoloso solo per chi è anziano o malato non può essere una consolazione. Tutto quello che serve per evitare il contagio è per loro. Purtroppo vediamo messaggi discordanti anche dalla comunità scientifica, si è creata una paura generalizzata che forse fa perdere di vista le cose più importanti".

Nel maggio dell'anno scorso a Casalpusterlengo era stato aperto dalla Caritas, dai gruppi della San Vincenzo e dalle parrocchie un emporio solidale per aiutare le famiglie più povere. Da venerdì scorso l'emporio è stato chiuso per effetto dell'ordinanza regionale contro il coronavirus. "Per ora queste famiglie non hanno particolari problemi, anche perché è solo quattro giorni che l'emporio è chiuso - racconta il parroco -. Comunque se qualcuna ha bisogno può venire qui da me e gli darò io un sacchetto con alcuni beni di prima necessità".

In una lettera aperta ai fedeli, pubblicata sul sito oratoriocasadelgiovane.it, don Pierluigi suggerisce alcuni spunti di riflessione per vivere al meglio questo periodo di isolamento. "Questa Quaresima insolita sarà un tempo per accettare con pazienza i limiti che ci sono stati dati per il bene di tutti: questo sarà il nostro digiuno. Sarà un tempo per imparare a fidarci (ad esempio, che il cibo al supermercato lo troveremo ancora domani...). Sarà un tempo per tornare a vivere 'a passo d'uomo' e, rallentando, incontrare il viso dei nostri concittadini, magari passeggiando sulla strada di Borasca... e qui sorridere, parlare, chiedere come va. Sarà il tempo per soccorrere chi sappiamo essere più solo o in difficoltà o persino contagiato (speriamo i meno possibili!): a volte può far molto anche una semplice telefonata! Sarà il tempo per dosare il tempo dato ai programmi televisivi e a internet, che ci invadono testa e cuore con i numeri, le statistiche, le paure, le rabbie, le polemiche, le interviste idiote... Sarà il tempo per scoprire quanto è prezioso il tempo di ogni giornata (queste lunghe 24 ore) per viverlo nell'amore perché nessun giorno tramonti rimanendo incompiuto o sprecato...".

 

L'invito del parroco è di non chiudersi in se stessi. "Sarà un tempo per restare non tanto tra le quattro mura di casa, quanto nelle nostre relazioni di padri, madri, mogli, mariti, figli, figlie, nipoti... digiunando da tutte le nostre attività lavorative, sportive, scolastiche, parrocchiali, ci ricorderemo così che la nostra vita si misura non dalle cose che facciamo ma delle relazioni che trasfiguriamo". (dp)

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