14 settembre 2021 ore: 15:24
Disabilità

Primo giorno di scuola, il racconto dei presidi. La criticità? Gli orari scaglionati

di Chiara Ludovisi
Due dirigenti scolastici di Roma raccontano il loro primo giorno: buona la gestione del Green pass, studenti responsabili ed entusiasti, bene anche l'inclusione scolastica, anche se “l'edilizia è ancora inadeguata”. Ma c'è un disagio diffuso: “Gli orari scaglionati incompatibili con gli interessi dei ragazzi”
Foto: Agenzia DIRE Scuola - Studenti sui banchi

ROMA – E' andata bene, nonostante tutto: nonostante l'estensione dell'obbligo del Gren pass a chiunque acceda a scuola, genitori compresi, proprio a partire dal 13 settembre; nonostante le circolari all'ultimo momento, le indicazioni non sempre chiare, la pandemia tutt'altro che risolta e le regole che devono, necessariamente, rimanere rigide. Certo, il disordine non è mancato, gli assembramenti neanche, soprattutto di genitori dei primi anni dei diversi cicli scolastici, chiamati in molti a presentare il Green Pass per accedere ai locali della scuola e, in alcuni casi, anche al cortile. Il problema più serio da risolvere, però, adesso sono gli orari: orari scaglionati e, in particolare, ingressi fino alle 9.40, che hanno il vantaggio di non intasare (forse) i mezzi pubblici, ma lo svantaggio di destabilizzare i ritmi e le abitudini degli studenti e delle loro famiglie. A raccontarci il bello e il brutto di questo nuovo inizio, sono due dirigenti scolastici di altrettanti istituti superiori di Roma: Danilo Vicca, che dirige il Liceo artistico Enzo Rossi e Cristina Costarelli, che oltre a essere preside del Liceo scientifico Newton, è presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio.

Il primo giorno del Liceo artistico Enzo Rossi

“È stato davvero emozionante – assicura Vicca - Eravamo un po’ disabituati a vedere i ragazzi in presenza, tutti insieme. C’è stata un’esplosione di euforia, perché molti di loro non si incontravano da mesi, a causa dell’alternanza dei gruppi in presenza e a distanza. Il problema principale che abbiamo riscontrato è stato un fisiologico addensamento di persone all’esterno della scuola, anche se avevamo previsto diversi varchi di ingresso. Molti erano genitori che hanno accompagnato i figli, soprattutto quelli iscritti alle prime classi, curiosi di conoscere materialmente la scuola. Nelle prossime settimane organizzeremo anche per loro degli incontri di conoscenza e di informazione in presenza, per rinsaldare la collaborazione e rafforzare la relazione con le famiglie”.
Da parte degli studenti, “c'è stata una positiva e responsabile reazione: hanno apprezzato il fatto di ripartire da subito con un orario completo, come pure la presenza di quasi tutti i docenti già dal primo giorno: un atteggiamento di grande consapevolezza sul rispetto delle regole anti-contagio, segno che gli studenti sono ben consapevoli che proprio dal rispetto di queste regole dipende lo svolgimento della didattica in presenza, bene irrinunciabile per tutti noi”.

Per quanto riguarda il Green Pass, “la piattaforma ministeriale per il controllo è molto semplice e intuitiva. L’abbiamo applicata già dal primo giorno, limitando il controllo con l’app QR-code a pochi casi di dipendenti non ancora inseriti in anagrafe e all’utenza esterna all’amministrazione. Il controllo è comunque stato molto veloce e l’accesso nell’istituto non ha causato difficoltà particolari”.

C'è però un disagio diffuso: “Il tema delle fasce orarie è particolarmente avvertito. L’istruzione artistica prevede un curricolo di 33/34 ore settimanali, perciò le classi, a regime, dovrebbero rimanere a scuola fino a pomeriggio inoltrato. I nostri organi collegiali delibereranno una riduzione dell’unità oraria, nella piena garanzia del monte ore delle discipline. Abbiamo provato a distribuire gli ingressi alle 8.00 e alle 9:40 equamente, in modo che a tutte le classi fosse data la possibilità di uscire prima almeno due o tre volte alla settimana. Ciò per salvaguardare il tempo di studio a casa, per svolgere i compiti, ma anche per coltivare i propri interessi sociali, artistici e sportivi”.
A fronte della campagna vaccinale, se da un lato resteranno in vigore molte misure di sicurezza, “ci sarà però una maggiore libertà di movimento e di relazione, sempre nel rispetto delle misure anti-contagio. Nella nostra scuola, ad esempio, prevediamo attività didattiche sia teoriche che laboratoriali all’aperto, visite guidate nel territorio, pause di socialità da svolgersi all’esterno, nei giardini della scuola, dove gli studenti potranno consumare il pasto e condividere momenti di relazione non formale”.

Per quanto riguarda gli studenti con disabilità, “il punto di forza di quest’anno scolastico è che sin dall’avvio sono presenti quasi tutte le risorse professionali coinvolte nel processo di inclusione. Bisognerà analizzare le esigenze di ciascuno studente per verificare l’effettiva possibilità di sostenere il carico scolastico che deriva dalla presenza delle fasce orarie. Ma si tratta di piccoli assestamenti, che riusciremo a gestire nell’interesse prioritario del benessere degli studenti. È anche molto apprezzabile l’invio, da parte del Ministero, di mascherine trasparenti per tutelare gli studenti con deficit dell'udito. Queste mascherine che permettono la lettura labiale, fornite a tutta la classe e ai docenti, rappresentano un segnale di sensibilità e attenzione, un passo importante nel processo di inclusione”
Guardando al futuro, “dovremmo tutti provare a trovare soluzioni a partire da ciò che ci unisce. Sicuramente siamo tutti d’accordo nel ritenere che il nostro mandato istituzionale, ma direi anche il nostro impegno etico come educatori, sia quello di mettere al centro del discorso i nostri giovani, il loro diritto alla maturazione umana e culturale, alla formazione e allo sviluppo di conoscenze e competenze per una piena inclusione e realizzazione. Partiamo da qui”.

Il primo giorno, al liceo scientifico Newton

“E' andata bene, in generale – riferisce Costarelli, dirigente scolastica del Liceo Newton - Avevamo una preoccupazione legata al Green Pass, che proprio dal 13 settembre iniziava a essere obbligatorio per tutti, ma siamo riusciti a gestirlo bene. Certo, è un argomento ancora da scoprire a fondo e ci sono delle problematiche che dovremo sciogliere, in questa convivenza tra piattaforma e controllo con applicazione. Così come alcune incongruenze organizzative interne ancora da gestire. Per quanto riguarda il Green Pass per i genitori, abbiamo dato un'interpretazione della norma condivisa dai più: lo intendiamo obbligatorio per l'ingresso nell'edificio, ma non per l'accesso al cortile, in analogia con quanto accade nei ristoranti. Certo, una parola del ministero sarebbe utile a chiarire”. Dal canto loro, gli studenti “hanno reagito bene: girando nelle classi, li ho visti sorridenti e convinti di questo ritorno in presenza”.

C'è però una questione, che va risolta: “Gli orari scaglionati: li abbiamo adottati come da ordinanza prefettizia, ma è un problema soprattutto per il gruppo che entra alle 9.40: questi ragazzi tornano tardi, per loro sarà difficile coniugare scuola, vita personale, studio, sport. Come presidente dell'Anp Lazio, abbiamo chiesto in tutti i modi di avere un unico turno, ma ci è stato risposto che dipende dai trasporti. Allo stesso modo, dobbiamo adeguarci alle regole e alle disposizioni, che restano molto strette, mentre i margini di libertà sono ancora molto limitati. Possono ripartire le attività all'esterno, le visite nel territorio, ma abbiamo ancora limiti molto stretti”.

Per quanto riguarda gli studenti con disabilità, “le criticità sono le stesse che incontriamo ogni anno: insegnanti non specializzati, classi numerose che, Covid a parte, non favoriscono l'inclusione, edilizia non adeguata. Speravamo che la pandemia potesse muovere qualcosa, ma non mi pare che sia così. Per il futuro, il nostro auspicio è che si possano modificare gli orari, che in questo momento generano fatica e disorientamento. Se avessimo la possibilità di ridefinirli in base all'autonomia scolastica, questo ci aiuterebbe molto anche a ritrovare un clima più sereno”.

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