10 novembre 2021 ore: 13:11
Immigrazione

Il Tar respinge il ricorso, Tam Tam Basket esclusa dal torneo di Eccellenza

di Eleonora Camilli
La squadra di Castelvolturno, formata da ragazzi di seconda generazione, non parteciperà al prossimo campionato under 17. Il coach Antonelli: “E’ un’ingiustizia, lotteremo ancora per i diritti di tutti”
Tam Tam Basket Tam Tam Basket

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ROMA - Il Tam Tam Basket, la squadra di Castelvolturno formata da ragazzi di seconda generazione, non potrà iscriversi al torneo di eccellenza under 17: il Tar ha respinto il ricorso nei confronti della Federbasket, che già aveva negato l’iscrizione.  “E’ un’ingiustizia che fa male qualcosa di non umano” commenta il coach della squadra Massimo Antonelli. 

E’ stato lui a comunicare, nella serata di ieri, la notizia ai ragazzi, nati nati e cresciuti in Italia, ma quasi tutti ancora senza cittadinanza. “Questa decisione del giudice ci porta a fare una riflessione: non chiederemo più contentini, ma lotteremo ancora di più per i diritti di tutti - spiega Antonelli a Redattore Sociale -. Questo è il momento di pretendere cambiamenti, non si possono più fare queste discriminazioni. Ci saremmo aspettati che si discutesse nel merito e secondo coscienza, non solo guardando a cosa dice la legge. Avremmo voluto cioè che si guardasse alla dignità delle persone e alla difesa dei loro diritti. Così non è stato, i ragazzi hanno capito. Ma per loro questa è l’ennesima mazzata”. 

A nulla, dunque, è valsa la possibilità di applicare lo ius soli sportivo per gli atleti cresciuti in Italia ma formalmente non italiani. “Il giudice ha il diritto di rifiutare il nostro ricorso, ma non è giusto discriminare i nostri ragazzi - aggiunge Antonelli -. Vuol dire non stare al passo con i tempi e con la società. Si continua a predicare bene e razzolare male: durante le Olimpiadi, con le medaglie vinte si gridava alla necessità di fare lo ius soli. Poi la legge che già c’è non viene adottata? Che senso ha? E’ un paradosso. Per me che da 16 anni vivo in questo mondo fare ricorso contro la Federbasket è stato un atto contro natura, perché la considero come una madre - conclude -. Ma l’ho fatto perché era giusto. Oggi noi  siamo la voce di un milione di italiani considerati stranieri. E’ nostra responsabilità portare avanti questa battaglia, continueremo a farlo.  E’ una questione che va risolta: discutendo non escludendo”. 
 
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