5 dicembre 2014 ore: 18:48
Immigrazione

Immigrati, la priorità è la Libia. "Triton ha già salvato quasi 9 mila migranti"

Oggi l'ultima tragedia nel Mediterraneo, Alfano: “Trovati diciotto cadaveri ma ne abbiamo salvati molti di più (247 ndr)”. Il commissario Avramopoulos: “Apprezziamo gli sforzi delle autorità italiane, ma sia l’Italia che gli altri paesi devono fare di più”
Sbarchi. Parte operazione Triton

BRUXELLES - L’instabilità libica è il principale problema legato all’immigrazione irregolare. Tutto dipende da lì. La Libia è la priorità numero uno della comunità internazionale, e affrontare quel tema vuol dire affrontare l’immigrazione illegale nel suo complesso. Così il ministro Alfano al termine del Consiglio Affari Interni a Bruxelles.

E sull’ultima tragedia nel Mediterraneo, il ministro ha commentato: “Oggi abbiamo trovato diciotto cadaveri ma ne abbiamo salvati molti molti di più (247, n.d.r.)”. Secondo Alfano, poi, non bisogna mitizzare Mare Nostrum perché, nonostante l’operazione della marina militare italiana, sono comunque morti 499 migranti e oltre 1500 sono  i dispersi, secondo i racconti degli stessi immigrati.

“Questa sciagura è avvenuta a cento miglia da Lampedusa e a quaranta miglia dalla Libia, non possiamo pensare di pattugliare tutto il Mediterraneo - ha aggiunto Alfano - e non tutte le soluzioni si possono trovare in Mare. La scorsa settimana, a Roma, abbiamo messo intorno a un tavolo quaranta paesi che prima non si parlavano. Abbiamo bisogno di una soluzione integrata che combini l’iintervento in mare con la costruzione di campi profughi nei paesi terzi e le richieste di asilo gestite nei campi stessi attraverso tutte le agenzie internazionali. Solo così stroncheremo il tour operator assassino, l’agenzia criminale più grande del mondo che non potrà più vendere agli immigrati il suo biglietto di morte. Triton non è perfetta - ha concluso Alfano - ma vede per la prima volta uno sforzo comune della stragrande maggioranza dei paesi UE. Non è un risultato definitivo, ma è un risultato senza precedenti”.

E il commissario all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha lanciato un monito a tutti gli Stati membri: “Apprezziamo  gli sforzi delle autorità italiane, ma sia l’Italia che gli altri paesi devono fare di più”.

In questo senso Avramopoulos ha lodato l’Austria per la presentazione del suo progetto Save Lives, per il ricollocamento o resettlement dei rifugiati direttamente dai campi profughi. “L’iniziativa austriaca è di grande valore - ha dichiarato il commissario - e lo utilizzeremo per lanciare un progetto pilota europeo a cui già la maggior parte degli Stati membri ha dato la sua disponibilità, per stabilire delle quote di profughi che ogni paese dovrà accogliere”.

Sia Alfano che Avramopoulos hanno ribadito come, in materia di resettlement , tutte le iniziative sono su base volontaria perché quando si parla di cooperazione con l’altra sponda del Mediterraneo, l’UE non ha la competenza di agire in maniera vincolante e coercitiva.

Poco prima della conferenza di Avramopoulos e Alfano, in una nota, la portavoce di Juncker Natasha Bertaud ha espresso il profondo dispiacere della Commissione UE per le diciotto vittime dell’ultima tragedia nel Mediterraneo e ha ricordato gli obiettivi raggiunti con Triton nelle ultime settimane: “Dal lancio dell’operazione - si legge nella nota - anche grazie alla collaborazione con la marina italiana, sono stati salvati o intercettati 8952 richiedenti asilo o immigranti irregolari e sono stati catturati 42 facilitatori. Nonostante ciò - prosegue il comunicato - quello che è successo oggi ci serve da forte monito per capire che molto di più va fatto e che serve una responsabilità condivisa fra gli Stati membri e molta molta più solidarietà”.  (Maurizio Molinari)

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