9 aprile 2015 ore: 13:53
Immigrazione

Immigrati, Morcone: "Nei primi mesi dell'anno 12.616 arrivi, estate preoccupante"

I dati forniti dal capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno. La questione accoglienza: "Oggi abbiamo 67 mila persone su 60 milioni di abitanti, ai progetti Sprar aderiscono solo 500 comuni su ottomila. Il problema che abbiamo è quello di riuscire a coinvolgere tutto il territorio"
Sbarchi. Barcone e uomo della capitaneria di porto

ROMA - “Rispetto agli arrivi degli immigrati quest’anno vivremo una grande difficoltà, l’estate si prospetta preoccupante. Solo nel periodo gennaio–aprile 2015 abbiamo registrato un’ulteriore crescita di circa mille unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: gli arrivi, infatti sono passati da 11695 del 2014 ai 12616 dei primi mesi del 2015”. A sottolinearlo è il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno, intervenendo oggi a Roma all’evento organizzato dalla Fondazione con il sud “L’immigrazione al Sud contro ogni forma di sfruttamento”.

Morcone spiega poi che accanto alle persone che fuggono dal proprio paese per motivi umanitari è ripresa nell’ultimo periodo anche una migrazione di tipo economico, di persone che vengono in Italia in cerca di lavoro. Questo è uno dei motivi per cui stanno aumentando i dinieghi per le persone che chiedono protezione internazionale in Italia, come denunciato da Redattore sociale.

“Oggi non esiste più una via di accesso legale per entrare nel nostro paese, da tempo non vengono emanati più decreti flussi – aggiunge – non c’è quindi più la possibilità di venire a lavorare legalmente in Italia”.

Rispetto all’accoglienza Morcone ricorda poi che il 50 per cento dei migranti sono oggi accolti nelle cinque regioni del Sud, anche se "quelli che strillano su questi temi sono altri". Alcune regioni del Nord, infatti, non hanno ancora fatto fede agli accordi presi in Conferenza stato-regioni. E rispondendo alla domande dei giornalisti sulla possibilità di imporre alle regioni inadempienti la quota prevista sottolinea: “Dobbiamo essere prudenti ed attenti in questo periodo di campagna elettorale, dopodiché facciamo quello che dobbiamo fare”.

“Questa difficoltà sul fronte dell’immigrazione – aggiunge- la dovremo vivere in maniera civile e con la partecipazione di tutti quelli che hanno il governo del territorio. Abbiamo un sistema collaudato come quello dello Sprar e dall’ altra parte possiamo contare sulla forza del terzo settore e delle fondazioni, che insieme a noi cercano di sostenere l’impatto di questi arrivi, trasformando la difficoltà in un’opportunità per il paese- Oggi abbiamo 67 mila persone in accoglienza su 60 milioni di abitanti, ai progetti Sprar aderiscono solo 500 comuni su ottomila. Il problema che abbiamo è quello di riuscire a coinvolgere tutto il territorio". "Bisogna ricordare che l’Italia è un paese vecchio – aggiunge -. Se con la bacchetta magica facessimo scomparire gli immigrati il paese crollerebbe: in settori come l’agricoltura, l’edilizia e la metalmeccanica, per esempio, la loro presenza è significativa. Ma si registrano anche numeri interessanti di imprenditori immigrati che fanno nascere posti lavoro per gli italiani. Gli atteggiamenti di chiusura ormai sono antistorici”.

Il Capo dipartimento, infine, punta il dito contro la strumentalizzazione politica del tema dell’immigrazione. “La situazione è critica anche perché c’è un clima non facile, lo abbiamo visto ieri anche con le uscite sui rom – aggiunge  Morcone -. La paura dell’altro, del diverso, non ci aiuta ma ci condanna ad amplificare le difficoltà e i problemi. Passi in avanti ne sono stati fatti ma il passo più importante da fare è mollare la presa sul tema immigrazione nella battaglia politica per le regionali e saper tenere questo argomento su un piano di confronto più civile e meno strumentale”. “Nel 2014 – conclude il prefetto – abbiamo affrontato la più importane operazione umanitaria che il nostro paese ha vissuto dal dopoguerra. Con l’emergenza nord africa sono arrivate 62 mila persone mentre nel 2014 siamo arrivati 170mila persone, tre volte tanto. Nonostante quello che si dice nei talk show è stata un’operazione importante”. (ec)

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