3 ottobre 2013 ore: 15:34
Immigrazione

Immigrati morti, Kyenge: "Aprire canali umanitari per la sicurezza"

La ministra per l'Integrazione chiede all'Ue un “intervento condiviso dall'Unione europea, a partire dall'adozione di canali umanitari che rendano più sicuri questi viaggi, sui quali organizzazioni criminali lucrano sulla pelle di uomini, donne e bambini

ROMA - “Mettere in campo fin da subito un coordinamento tra i diversi ministeri: Interno, Esteri, Difesa e Infrastrutture in relazione con la presidenza del Consiglio dei ministri per sviluppare un piano di aiuti per soccorrere i profughi ed aiutar le comunità locali, ed i comuni che sono coinvolti in prima linea nell'affrontare i problemi derivanti nel dare sostegno ed accoglienza ai migranti”. Così la ministra per l'Integrazione, Cècile Kyenge, è intervenuta sul naufragio di migranti a poche miglia dall'isola di Lampedusa costato la vita a oltre 90 persone e coinvolgendo oltre 200 migranti, tra cui una trentina di minori e alcune donne incinte.

La ministra ha chiesto un “intervento condiviso dall'Unione europea, a partire dall'adozione di canali umanitari che rendano più sicuri questi viaggi, sui quali organizzazioni criminali lucrano sulla pelle di uomini, donne e bambini" ed ha annunciato che domenica prossima sarà a Lampedusa “per accertarmi di persona e dare risposte concrete per quel che riguarda le mie funzioni in questo momento”. Sul ruolo dell'Europa, la ministra ha ricordato che il prossimo anno sarà quello che vedrà l'Italia alla presidenza europea per il semestre che inizierà a luglio 2014. “Il tema dell'immigrazione sarà in agenda - ha affermato Kyenge -, ma abbiamo già iniziato a lavorare su questo punto. È importante non dare la responsabilità ad un solo paese, ma capire qual è la parte di ciascuno. L'Italia, insieme alla Grecia, ha riportato all'attenzione questo tema, l'Europa farà la sua parte e noi dovremo accertarci che sia così. Ora non è il momento di dare la colpa a nessuno, ma è il momento di rimboccarsi le maniche. Ognuno deve mettere in campo i propri strumenti e ricordare a chi non lo fa di poterlo fare”. A livello europeo occorre inoltre “intervenire anche sulla Convenzione di Dublino - ha spiegato Kyenge -. Occorre rivedere la convenzione e cercare di coinvolgere tutti i paesi dell’Unione europea per la gestione dei migranti”.

La ministra è intervenuta anche sulla possibilità di superare la legge Bossi Fini sull'immigrazione. Per Kyenge, sarà il “coordinamento tra ministeri ad affrontare anche temi che riguardano le norme sull'immigrazione - ha aggiunto -. Dobbiamo partire proprio da quello che sta succedendo in questi giorni per cambiare tutte le norme all'interno di una legge che deve cercare di rispondere a tutti i bisogni di un fenomeno naturale”. Per Kyenge, inoltre, occorre “rafforzare anche accordi con i paesi di origine dei migranti, ma sopratutto accordi con paesi che lavorano per la democrazia e per la pace”, mentre l'Italia deve “dare risposte che vanno nel senso dell'inclusione, di una piena cittadinanza e di una strada per la legalità per cercare di dare risposte al fenomeno migratorio", che per chi affronta i pericoli della traversata in mare è "un viatico per cercar una vita miglior nei paesi dell'area Schengen”. (Ga)

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