1 ottobre 2014 ore: 15:35
Immigrazione

Immigrati, strage del 3 ottobre. "In un anno non è cambiato nulla"

Incontro alla Camera a un anno dalla tragedia e alla vigilia della commemorazione di Lampedusa. Il Cir: sia l’occasione per prendere decisioni concrete. "L’Italia deve recepire le direttive europee nella legge delega sull'asilo"
Xinhua/Contrasto Lampedusa 2011 - Ragazzo inginocchiato

Lampedusa 2011 - Ragazzo inginocchiato

ROMA – Dopo un anno non è cambiato nulla in fatto di immigrazione: “In 12 mesi non è stata presa nessuna decisione politica nel paese. Invece in questo momento più che mai gli interventi politici sono necessari, soprattutto in considerazione che l’Italia ha davanti a sé altri tre mesi di presidenza europea, ed è questo il momento migliore per promuovere iniziative concrete e condivise tra gli stati”. A sottolinearlo è Christopher Hein, direttore del Cir (Consiglio italiano per i rifugiati) nel corso di una conferenza stampa organizzata oggi alla Camera su Mare nostrum, un anno dopo la terribile tragedia che costò la vita a 366 persone, a largo di Lampedusa.

boxLa commemorazione del 3 ottobre deve servire per fare politica non solo per fare retorica, perché di retorica ne è già stata fatta abbastanza nei giorni successivi a questa terribile strage – sottolinea Hein – in questo momento invece l’Italia ha la possibilità di prendere decisioni concrete”. In particolare, spiega il direttore del Cir, l’Italia ha la possibilità recepire nella legge delega sull’asilo due direttive europee, che riguardano le procedure e l’accoglienza. “Sono d’accordo con chi sostiene che bisogna dare ai migranti la possibilità di fare richiesta d’asilo prima di partire - aggiunge - ma ora abbiamo la possibilità di mettere questa proposta nella legge sulle procedure d’asilo. E oggi, alla vigilia dell’anniversario del 3 ottobre, è un atto politico che va fatto assolutamente e su cui bisogna stringere i tempi”.

L'incontro alla Camera è stato organizzato da Mario Marazziti di Per l'Italia e da Khalid Chaouki, del Pd, con l'obiettivo di rilanciare alcune proposte per evitare nuove morti in mare. In particolare Marazziti ha ribadito la necessità di favorire canali umanitari di ingresso: "ci sono proposte che l'Italia e l'Europa possono mettere in pratica subito - sottolinea il parlamentare di Per l'Italia - inanzittuto con il rilascio di permessi per motivi umanitari; in secondo luogo con la creazione di un campo di accoglienza europeo con sede in Sicilia dove poter esaminare le proposte d'asilo. Si deve poi riprendere il controllo della Libia e, infine, per creare un sistema condiviso di intervento dare vita ad un'Agenzia europea per l'immigrazione, che operi dall'altra parte del Mediterraneo". Marazziti ha poi sottolineato l'importanza di Mare nostrum, "operazione che non può essere interrotta". 

Anche Khalid Chaouki, reduce da una visita sulla nave San Giusto, si è detto "orgoglioso dell'operazione Mare nostrum. Quella tragedia di un anno fa - aggiunge - ha rappresentato un nuovo inizio, che ha permesso di salvare migliaia di vite. Questo è un dato di fatto, ed è per questo che continueremo a difendere questa operazione umanitaria. Siamo convinti che il governo la porterà avanti, ma serve anche un coordinamento europeo. L'Europa non può girarsi dall'altra parte. Anche se in questo momento ci sembra di intravedere segnali positivi, il nuovo commissario designato Avramopoulos ha detto chiaramente che non può esserci una Fortezza Europa". Il deputato Pd ha ricordato inoltre che su oltre 130mila arrivi, non è stato segnalato nessun caso di contagio di Tbc o altre malattie: "respingiamo con forza l'idea che i migranti siano portatori di malattie". Per Beat Schuler, di Unhcr, l’operazione Mare Nostrum è “un alto esempio di operazione umanitaria, che ha permesso di salvare migliaia di persone proveniente anche da paesi come Eritrea e Siria. Auspico – ha aggiunto – che si possano creare le condizioni per evitare nuove tragedie. Bisogna anche pensare a fermare i trafficanti, un impegno che l’Unione europea si deve assumere”. Unhcr ricorda, inoltre, che la maggior parte dei profughi, circa tre milioni, trova rifugio nei paesi limitrofi, mentre in Europa quest’anno ne sono arrivati 200 mila.

Il 3 ottobre a Lampedusa la strage di un anno fa sarà ricordata con diverse iniziative, organizzate dal Comitato 3 ottobre. Anche la comunità di Sant'Egidio organizza sull'isola una veglia di preghiera in cui saranno ricordati i nomi di tutte le vittime, perché spiega Daniela Pompei, della comunità: "bisogna ricordare che dietro i numeri ci sono delle persone". (ec) 

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