21 giugno 2022 ore: 16:11
Immigrazione

Immigrazione, Impagliazzo: “E’ un’opportunità. Meno burocrazia e più lavoro”

Il presidente della Comunità di Sant’Egidio in conferenza stampa a Roma. Servirebbero 200 mila lavoratori in più ogni anno. “Allargare i decreti flussi, introdurre ‘il soggetto garante responsabile’ per favorire l’ingresso nel nostro Paese”. Ritardi nella regolarizzazione: dopo due anni ancora troppe pratiche non definite. Eliminare l'obbligo di idoneità alloggiativa”
Foto: Dokita Agro Pontino, migranti al lavoro nei campi

Agro Pontino, migranti al lavoro nei campi

ROMA – “L’immigrazione è un’opportunità. E va colta non solo per i cittadini stranieri che scelgono il nostro Paese come luogo di residenza e lavoro, ma anche per le famiglie e le imprese, in una parola per ‘il sistema Italia’, afflitto da una grave crisi demografica e dalla difficoltà a reperire lavoratori in tanti settori”. Così Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in una conferenza stampa che si è tenuta stamattina alla presenza di numerosi lavoratori immigrati e di volontari da anni impegnati al loro fianco.

Il bisogno di lavoratori è “strutturale”, soprattutto per il comparto turistico – 380 mila secondo il ministro Garavaglia -, l’autotrasporto e la logistica, professioni a basso livello di competenza. Ma all’appello mancano anche numerosi lavoratori per la cura della persona, soprattutto infermieri e badanti, la cui mancanza mette in seria difficoltà il modello italiano di welfare familiare, soprattutto per gli anziani e le persone con disabilità, proprio ora che il governo si sta avviando verso un
ampia domiciliarizzazione delle cure e dellassistenza.

“Il decreto flussi 2022, entrato in vigore lo scorso 17 gennaio - ha detto Impagliazzo - ha allargato le quote di ingresso regolare rispetto a quelle degli anni precedenti, circa 76 mila persone. Purtroppo non ha ancora prodotto risultati apprezzabili per un’eccessiva lentezza. Inoltre, come peraltro più volte segnalato da Sant’Egidio, inspiegabilmente sono state escluse alcune nazionalità (Perù, Colombia, Ecuador), le cui comunità sono ben integrate nel nostro Paese. Una contraddizione, a danno anche della società italiana£. Si calcola che la media degli ingressi di cui il nostro Paese avrebbe bisogno per soddisfare le richieste dei vari settori produttivi sia di circa 200 mila lanno.
Il presidente di Sant’Egidio ha proposto “la reintroduzione del ‘soggetto garante responsabile’, figura prevista nell’ordinamento fino alla legge Bossi-Fini”. Il “soggetto garante responsabile” potrebbe assumere un ruolo determinante (sia che si tratti di persone fisiche sia di un’impresa o un’associazione) nel facilitare la prima fase di ingresso, la sistemazione alloggiativa e il reperimento di un’occupazione lavorativa.
“Rilancio ufficialmente questa proposta alle forze politiche più attente al fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese: occorre un intervento del legislatore per rendere strutturale la figura del garante responsabile”, ha affermato Impagliazzo. Che, infine, ha evidenziato alcuni gravi ritardi nelle procedure relative alla regolarizzazione del 2020. “Dopo due anni, su 207 mila domande, solo 128 mila pratiche sono state definite, spesso con un rifiuto”. La causa? “Un’eccessiva discrezionalità da parte delle prefetture: in alcune province (Bologna e Palermo) sono state respinte fra il 3% e il 5% delle domande; mentre a Napoli il 32%, a Roma il 26% con ancora 11 mila pratiche da esaminare”.

Segnalando il forte ritardo delle risposte nelle due città più popolose, come Milano, e la stessa Capitale, dove si prevede che i no alla regolarizzazione, una volta ultimato liter, potrebbero anche raggiungere il 50% delle domande presentate. A questo proposito da Sant’Egidio viene anche rilanciata la proposta di eliminare alcuni requisiti che rischiano di far fallire la procedura di regolarizzazione, come l’obbligo di idoneità alloggiativa, “un impegno illogico, se lo si chiede a persone, già da tempo residenti in Italia senza permesso di soggiorno, e di conseguenza costrette a vivere in abitazioni di fortuna o comunque informali, che invece potrebbero avere affitti regolare dopo aver ottenuto un permesso di soggiorno”, ha concluso Impagliazzo.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news