Immigrazione, Marcon: "Riattivare l'intergruppo per spingere iniziative"
ROMA - "Rimettere in campo l'attività trasversale con i parlamentari di diversi partiti - da PD a Cinque Stelle - che riconoscono i diritti di cittadinanza e la lotta ai razzismi": e' l'iniziativa auspicata da Giulio Marcon, deputato di Sel intervenuto questa mattina alla conferenza di presentazione del dossier di Lunaria "Watchdog: immigrazione cittadinanza, migrazioni, discriminazioni e razzismo nel dibattito parlamentare" che ha evidenziato che, delle 98 iniziative parlamentari su questi temi presentate in questa legislatura da Camera e Senato, solo 37 sono oggi in esame e soltanto 4 sono diventate leggi. La "riattivazione dell'intergruppo immigrazione" darebbe per Marcon, "spinta a iniziative isolate o di partito" e "una sponda al lavoro delle associazioni che operano sul tema". Per Marcon oggi "e' necessario che le associazioni si facciano sentire" in relazione al testo di legge unificato sulla cittadinanza che negli ultimi giorni, dopo l'accordo in commissione e' arrivato in aula alla Camera: "Il diritto di essere cittadino italiano viene vincolato al reddito, cosa per noi inaccettabile".
Il testo unico sulla cittadinanza viene analizzato dal dossier Watchdog nella parte relativa alle iniziative legislative attualmente in discussione: "Risultato di un compromesso al ribasso tra i diversi partiti - si afferma - ha una portata molto riduttiva rispetto a quello della legge di iniziativa popolare presentata dalla società civile ormai più di tre anni fa, nell'ambito della campagna L'Italia sono anch'io". Nel testo, così come modificato al 25 settembre 2015, non è prevista nessuna modifica delle norme che disciplinano la naturalizzazione (l'acquisizione della cittadinanza da parte di cittadini stranieri adulti resta possibile solo dopo dieci anni di residenza regolare in Italia), mentre ai minori stranieri nati in Italia viene riconosciuto il diritto di acquisire la cittadinanza prima dei 18 anni di età se figli di almeno un genitore titolare di un permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Su questo aspetto, Watchdog condivide le forti perplessità sollevate dai promotori della campagna L'Italia sono anch'io: "Tale requisito introdurrebbe una forma di discriminazione fondata sul reddito dato che per l'acquisizione di questa tipologia di soggiorno sono richiesti requisiti stringenti relativi al reddito e all'alloggio" (lj).