22 marzo 2018 ore: 18:50
Immigrazione

Immigrazione, Rossi a Bruxelles: “Più fondi per le politiche sui territori”

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in visita a Bruxelles ai lavori della 128esima sessione plenaria del Comitato delle Regioni, nella parte dedicata all'immigrazione

FIRENZE – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in visita a Bruxelles ai lavori della 128esima sessione plenaria del Comitato delle Regioni, nella parte dedicata all'immigrazione. Il governatore ha chiesto di potenziare i fondi europei Fesr e Fse al fine di attuare politiche per l’integrazione sui territori per evitare che la questione immigrazione vada a ricadere soltanto sulla politica nazionale.

"L'agenda europea sulla migrazione 2015 – ha esordito Rossi - riconosce un ruolo importante alle regioni, sicuramente nell'accoglienza di secondo grado, quella che riguarda l'integrazione. Ma in alcuni paesi le regioni svolgono un ruolo importante anche nella gestione e nel controllo dei flussi migratori. C'è una contraddizione però. La comunicazione sul futuro Quadro Finanziario Pluriennale propone agli Stati di assegnare più risorse alla difesa, alla sicurezza, all'immigrazione. A mio avviso invece, se vogliamo davvero attuare nei nostri territori una politica di integrazione degli immigrati, occorre finanziare ulteriormente FESR ed FSE, strumenti con i quali si possono attuare molteplici politiche per l'integrazione, anche in sinergia con il FAMI, il Fondo asilo migrazione e integrazione. Sono fondi che garantiscono crescita e sviluppo e quindi anche una migliore convivenza tra i nuovi arrivati e le popolazioni locali".

"Si vogliono attribuire a Frontex – ha proseguito Rossi - fino a 150 miliardi, quasi la metà della politica di coesione attuale. Eventualità che dà il segno del cambio di priorità che si vuole imprimere all'Europa del futuro: si tolgono risorse alla solidarietà e allo sviluppo dei territori, si innalzano invece muri e si finanzia un capillare sistema di controllo delle frontiere, dando ascolto solo alla voce dei partiti populisti che vogliono un'Europa costruita sulla paura e sull'esclusione".

Rossi ha quindi concluso spiegando che "oggi i flussi migratori sono strutturali e non più emergenziali, elemento che ci dovrebbe indurre a considerare il fenomeno come una realtà ordinaria, da governare attraverso politiche pubbliche che coinvolgano tutti i livelli di governance. E affinché il sistema sia sostenibile occorre evitare una eccessiva concentrazione di migranti su uno stesso territorio e favorirne una ‘diffusione' attraverso il coinvolgimento di enti regionali e locali. In Toscana l'abbiamo fatto. Una gestione soltanto nazionale andrebbe a discapito di solidarietà e nuova coesione sociale. Non faciliterebbe l'integrazione dei migranti e non supererebbe l'approccio emergenziale al fenomeno migratorio, trascurando la rete degli attori che storicamente rappresentano il tessuto sociale di un territorio, come associazioni di volontariato, terzo settore, associazioni di categoria, Università".

 

 

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