18 dicembre 2014 ore: 15:40
Immigrazione

Immigrazione sempre più sentita come minaccia in Ue. Italia sopra la media

Sondaggio Eurobarometro di autunno. Il 18% degli abitanti dell'Unione vive il fenomeno con preoccupazione rispetto al loro paese. A livello personale, l'8% degli degli italiani si sente minacciato, contro una media del 5. Avramopoulos: serve una nuova narrativa
Immigrazione: stranieri dietro rete

BRUXELLES - Una nuova narrativa che sottolinei gli aspetti positivi dell’immigrazione nell’Unione Europea. A invocarla è il commissario agli Affari Interni e alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos, in occasione della Giornata Internazionale dei Migranti che si celebra oggi. Avramopoulos riconosce come “sia difficile difendere l’immigrazione in tempi di disoccupazione e forte crisi economica, ma il suo impatto sull’economia Ue è immensamente positivo”.

- E che ai cittadini europei il tema stia a cuore lo conferma l’Eurobarometro standard di autunno, pubblicato ieri, che indica come economia e immigrazione siano le cause più grandi di preoccupazione nell’Ue. In particolare, l’immigrazione continua a salire nella graduatoria delle questioni più frequentemente menzionate, sia a livello di Ue che di singoli Stati membri. Per quanto riguarda la percezione a livello di Unione Europea, essa si colloca al quarto posto con il 24% fra le tematiche maggiormente menzionate come fonti di preoccupazione (+3% rispetto allo scorso anno), e al terzo posto a livello di singoli Stati membri (complessivamente al 18%, anche qui con un +3% rispetto all’Eurobarometro standard di autunno 2013). Ci sono poi paesi quali Malta, il Regno Unito e la Germania, in cui l’immigrazione rappresenta la prima causa di preoccupazione per i cittadini.

L’Italia, in questo senso, si colloca esattamente in media con il resto d’Europa, poiché il 18% dei cittadini del nostro paese vedono l’immigrazione come una minaccia nazionale, mentre siamo molto più preoccupati ad esempio dalla disoccupazione (citata da ben il 60% degli intervistati) e dalla difficile situazione economica (che ottiene il 37%).
A livello personale, solo l’8% degli italiani si sente minacciato dall’immigrazione, comunque più della media europea che è del 5%. I numeri aumentano invece se si chiede, in Italia, quali siano le sfide principali che l’Ue deve affrontare (l’immigrazione si attesta in questo caso al 29%).

Oltre nove italiani su dieci, però, si dicono favorevoli a misure aggiuntive per affrontare i problemi legati all’immigrazione. Il 23% degli intervistati pensa che tali misure debbano essere preferibilmente a livello Ue, quasi la stessa cifra (il 24%) invece sarebbe più favorevole a provvedimenti di carattere nazionale. Il 45% degli italiani, infine, pensa siano necessarie sia misure da parte dell’Unione Europea che da parte del nostro governo. Alla domanda se si sia in favore di una politica comune europea per quanto riguarda l’immigrazione, in Italia il 73% ha risposto sì, contro una media europea del 71%, e solo il 19% ha detto no (in Europa i no sono al 20%).

Ma per tornare alle parole del commissario Avramopoulos, che ha sottolineato quanto sia difficile avere un’immagine positiva degli immigrati, i dati mostrano che in Italia solo il 36% degli intervistati considera positivamente l’immigrazione da altri Stati membri Ue (in Europa sono il 52%) e ben il 56% degli italiani la considera negativamente. I numeri sono ancora più indicativi se si parla di extracomunitari: qui solo il 18% degli italiani li considera in maniera positiva, mentre il 75%, tre italiani su quattro, hanno una percezione negativa (in Europa le opinioni positive sono al 35% e quelle negative al 57%). (Maurizio Molinari)

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