10 novembre 2015 ore: 12:22
Immigrazione

Imprenditoria immigrata, Poletti: "Non rubano lavoro, producono ricchezza"

Il ministro del Lavoro interviene alla presentazione del Rapporto Idos. "Basta parlare di emergenza, è un fenomeno consolidato. Le nuove imprese straniere rivelano integrazione e partecipazione vita sociale"
Money transfer. Rimesse di immigrati. Banconote

ROMA - Gli immigrati non rubano il lavoro agli italiani né fanno impresa aggirando le regole, ma producono ricchezza, versano i contributi e aiutano a pagare le pensioni.  Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del Rapporto sull'imprenditoria immigrata, realizzato da Idos in collaborazione con Cna e Money Gram. "In generale i dati su lavoro, occupazione e imprese sono positivi- afferma Poletti -. Ieri l'Ocse ha ribadito che il lavoro che abbiamo fatto è positivo. Oggi rileviamo un fenomeno specifico: quello delle nuove imprese promosse e gestite da cittadini non italiani. i dati del 2014 confermano una tendenza in crescita, questo vuol dire che i fenomeni di integrazione e di presenza, che si realizzano attraversano la partecipazione alla vita delle nostre città, alla costruzione di opportunità di lavoro attraverso l'impresa, si vanno consolidando".

Il ministro rigetta l'idea che l'imprenditoria immigrata si vada consolidando aggirando le regole e i controlli. "I fenomeni di illegalità sono sempre esistiti e sono da tenere sempre sotto controllo - sottolinea -, non credo che possiamo considerare la titolarità dell'impresa come elemento più o meno illegale. Le regole sono le stesse per gli imprenditori italiani e non italiani, da questo punto di vista non è una ragione che motiva questa scelta. Va anche detto  - aggiunge - che c'è una condizione culturale di cittadini che vengono da paesi in cui determinate attività sono un fatto storico e un costume e quindi magari in Italia recuperano la loro esperienza. Una società aperta nel tempo si struttura in questa maniera. L'importante è evitare di affrontare queste questioni in tema di emergenza: questa non è un'emergenza ma un dato storico e di prospettiva". Secondo il ministro "se cediamo alla paura e all'idea che questo è un tema esorcizzabile, con un muro o con del filo spianto, ce lo ritroveremo tra un mese o un anno. L'ottusità di chi pensa di poter affrontare la cosa in questo modo è terribile - afferma- L'Italia sta facendo un ottimo lavoro".

Poletti confuta anche lo stereotipo che gli "stranieri rubano il lavoro". "Il mercato è aperto, chi ha voglia di intraprendere lo può fare - spiega -. Il problema è alzare il tasso di partecipazione di tutti i cittadini al lavoro, perché l'Italia è il paese che ha avuto un tasso occupazione più basso rispetto alla media europea. L' obiettivo che abbiamo è quello di alzarlo. Mentre se abbiamo più cittadini che fanno impresa abbiamo più persone che pagano le pensioni, versano i contributi, sostengono la dinamica economica e producono ricchezza. Inoltre, in questo ultimo anno c'è un dato molto chiaro: il tasso di nuovi occupati è più alto tra i cittadini italiani, questo quindi contraddice l'idea che ci portano via il lavoro". (ec)

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