Impronte ai profughi. Chaouki: teniamo alta la guardia sugli abusi
ROMA – “Nei mesi scorsi abbiamo vigilato sull’identificazione forzata dei profughi in alcuni centri, e abbiamo denunciato anche con diverse interrogazioni parlamentari, che giacciono ancora inascolatate, casi di abusi in alcuni luoghi di arrivo, come Pozzallo. Dopo la circolare diffusa dal ministero, vigileremo ancora e siamo a disposizione per raccogliere qualsiasi segnalazione. Ma per ora da parte della polizia c’è stato assicurato che si cercherà di portare i profughi a farsi identificare, nel loro interesse, e che non ci sarà alcun tipo di utilizzo della forza”. Lo sottolinea Khalid Chaouki, deputato Pd e coordinatore dell’intergruppo parlamentare sull’immigrazione, a margine di una conferenza stampa, oggi alla Camera su Mare nostrum.
Secondo Chaouki, nonostante le rassicurazioni delle forze dell’ordine va comunque “tenuta alta la guardia, sarebbe un paradosso accogliere persone che fuggono da violenze e torture e fargli subire altri trattamenti degradanti per la loro dignità. Continuiamo dunque a vigilare, anche se da parte delle forze di polizia ci hanno assicurato che non ci sarà alcun abuso di potere”.
Sulla stessa linea anche Christopher Hein. “L’obbligo a farsi identificare attiene a chi vuole chiedere asilo in Italia–afferma il direttore del Consiglio italiano per i rifugiati – bisognerebbe invece interrogarsi sul perché le persone rifiutano di farsi identificare e decidono di scappare. Non si possono colpire le persone, ma va colpito un sistema fuorviante. Gli strumenti ci sono, serve maggiore volontà di accoglienza tra i paesi europei”. (ec)