31 agosto 2017 ore: 12:27
Disabilità

In Italia 13 milioni di persone con limitazioni funzionali: robotica in aiuto

Una recente indagine Istat ha evidenziato come in Italia le persone con limitazioni funzionali dovute a malattie siano circa 13 milioni, (3 milioni hanno gravi difficolta' motorie o sensoriali). Al Meeting Salute di Rimini, la robotica e i modi rivoluzionari di somministrare trattamenti riabilitativi
Ausili. BioRobotica

Una recente indagine Istat ha evidenziato come in Italia le persone con limitazioni funzionali dovute a malattie siano circa 13 milioni; di questi, circa 3 milioni hanno gravi difficolta' motorie o sensoriali. Questi numeri sono necessariamente destinati a crescere poiche' la speranza di vita alla nascita della popolazione residente e' stimata in 80,6 anni per gli uomini e 85,1 per le donne nel 2016, in aumento dopo l'eccezionale decremento dell'anno precedente. Il bacino di utenza e' enorme e in costante crescita, anche a causa dell'invecchiamento della popolazione: in Europa ci sono circa 300 mila persone con lesioni al midollo spinale e 11 mila nuovi pazienti ogni anno, in Usa 12.500. Per quanto riguarda l'ambito della protesica, in Usa vi sono 185 mila amputazioni all'anno, e 120 mila in Europa (di cui 25% arto superiore e 75% arto inferiore).

 Il Meeting Salute - Se n'e' parlato a Rimini, durante il Meeting Salute, novita' dell'edizione 2017 del Meeting per l'Amicizia tra i Popoli. Ideato da Luigi Cammi, si tratta di un ciclo di incontri per il pubblico e gli operatori del settore con l'obiettivo di confrontarsi e discutere attorno al mondo della salute e delle sanita'.  "L'ambito riabilitativo, estremamente articolato e complesso- spiega Carlo Sanfilippo, Co-Founder & Product Development Director di Movendo Technology- a differenza di altri ambiti medicali non ha ancora pienamente beneficiato dell'introduzione di nuove tecnologie, legate allo sviluppo di nuovi e piu' efficienti sensori, indossabili e non, ed a tecnologie robotiche e meccatroniche in grado di misurare e valutare molteplici parametri biomeccanici del corpo umano e di implementare nuovi e piu' efficienti protocolli riabilitativi. Queste tecnologie sono state sviluppate con l'obiettivo di fornire ai clinici gli strumenti per misurare e valutare puntualmente l'effettiva disabilita' delle persone e per lo sviluppo di nuovi protocolli riabilitativi in grado di fornire ai pazienti una terapia mirata, personalizzata, fortemente coinvolgente ed efficace. Tali tecnologie permetteranno inoltre un piu' efficiente utilizzo delle risorse dei sistemi sanitari nazionali con un conseguente miglioramento del servizio offerto, in particolar modo ai pazienti con disabilita' croniche".

L'Impatto della tecnologia nella riabilitazione - E' noto come la riabilitazione sia efficace ma al contempo costosa sia nella fase di ospedalizzazione che in quella post-dimissioni. "Per ottenere un incremento cauto ma deciso ed efficace dell'efficacia della terapia riabilitativa con assistenza della tecnologia- spiega Giovanni Morone, medico fisiatra e ricercatore Fondazione Santa Lucia- occorre vi sia una conoscenza maggiore dei meccanismi cerebrali che sottendono il recupero e la neuroplasticita' ed una conoscenza maggiore dei fattori biopsicolosociali, biologici e genetici legati al recupero. Seguendo questa visione la tecnologia non puo' essere vista come la panacea per la disabilita'; ma l'efficacia dei trattamenti riabilitativi assistiti dalla tecnologia dipenderanno da un lato dall'abilita' di identificare la giusta strategia terapeutica sul paziente giusto (al pari della terapia farmacologica) e dall'altro dal cercare la migliore disponibilita' tecnologica per potenziare, somministrare quel determinato principio riabilitativo".

La robotica e le tecnologie del futuro - La robotica sta introducendo nuovi e rivoluzionari modi di somministrare trattamenti riabilitativi. Attualmente sono disponibili le macchine che affiancano il lavoro del fisioterapista: esoscheletri robotici per il recupero del cammino di pazienti con lesioni midollari e sistemi robotici per il recupero delle abilita' motorie degli arti superiori in pazienti post-ictus. Recentemente si sono affiancate anche le neuroprotesi, dispositivi impiantabili in grado di sostituire o ripristinare funzioni del sistema nervoso centrale e periferico. "In questo ambito- aggiunge Lorenzo De Michieli, Direttore del Rehab Technologies Lab dell'Istituto Italiano Tecnologia- si inserisce la collaborazione tra l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e Inail che nel 2013 da' origine al Rehab Technologies Lab di Iit, un laboratorio finalizzato a trasformare le tecnologie robotiche di avanguardia in prodotti industriali ad alta tecnologia nell'ambito della protesica e della riabilitazione, che siano in grado di migliorare la qualita' della vita dei pazienti, superando barriere fisiche e culturali. Il goal e' sviluppare tecnologie e dispositivi "Made in Italy" che possano essere prodotti e commercializzati a costi competitivi, affinche' siano piu' sostenibili sia per il Sistema Sanitario Nazionale, sia per i pazienti. Il Rehab Technologies Lab sta attualmente sviluppando soluzioni riabilitative che includono: protesi robotiche per arto superiore e inferiore, esoscheletri riabilitativi, e tecnologie per la riabilitazione degli arti inferiori e del tronco". (DIRE)

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