11 giugno 2017 ore: 07:30
Non profit

In Italia 1,7 milioni di donatori di sangue: il 14 giugno la Giornata mondiale

Il 14 giugno al ministero della Salute convegno sulla promozione della donazione di sangue. Ozino Caligaris (Fidas): “Italia modello esemplare, ma bisogna preservare l’autosufficienza”. L’invecchiamento della popolazione richiede un costante turnover di volontari
Donazione di sangue, prelievo

ROMA – Non solo ringraziare chi dona il sangue e permette ogni giorno di salvare delle vite, ma anche tracciare un bilancio della situazione in Italia: queste sono le parole d’ordine del convegno che si terrà il 14 giugno a Roma presso il ministero della Salute, in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue. Le associazioni e le federazioni dei volontari del sangue incontreranno il ministro della Salute Beatrice Lorenzin per celebrare i donatori italiani e per tirare le somme della donazione del sangue nel nostro Paese, al fine di migliorare l’accesso al sangue e agli emocomponenti e continuare a garantire un’autosufficienza che fa dell’Italia un esempio virtuoso nel contesto europeo.

“Cosa sai fare? Dona il sangue. Dona adesso, dona spesso”: lo slogan scelto quest’anno dall’Organizzazione mondiale della sanità per la campagna di sensibilizzazione alla donazione si focalizza sulla necessità di mantenere un flusso costante e consistente di sangue ed emocomponenti. Ogni sistema sanitario, infatti, per essere efficace deve consentire un accesso sicuro e garantito alle scorte di sangue, visto che il sangue è fondamentale sia per gli interventi ospedalieri che rendono necessarie le trasfusioni sia per ogni tipo di emergenza, dagli incidenti stradali alle calamità naturali. Mentre in alcuni Paesi è ancora difficile garantire una sufficiente disponibilità di sangue ed emoderivati, l’Italia si trova in una situazione di autosufficienza. “Nel nostro Paese la terapia trasfusionale rientra tra i livelli essenziali di assistenza e grazie alla presenza di 1 milione e 700 mila donatori volontari è un esempio a livello internazionale – afferma Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale della Fidas (Federazione italiana associazioni donatori di sangue) – Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione richiede un costante turnover di nuovi volontari del dono. Inoltre occorre tenere costantemente sotto controllo l’effettivo consumo di emocomponenti e medicinali plasmaderivati del Paese”.

 Continuare a garantire un sistema di donazione di sangue efficace è la sfida che si pongono la Fidas e tutte le associazioni di volontari del sangue in Italia: lo scenario è positivo, ma una diminuzione dell’attenzione significherebbe un rischio di veder cancellata un’autosufficienza che il Paese ha raggiunto dopo anni di sforzi da parte dei volontari, delle associazioni e delle federazioni. Un rischio che non è possibile correre, per il bene del Sistema sanitario nazionale e, soprattutto, di chi si trova ad aver bisogno di sangue, emocomponenti e farmaci plasmaderivati. “Tra gli obiettivi per il prossimo futuro, il rafforzamento della donazione volontaria, periodica, responsabile e non remunerata, la fidelizzazione dei donatori, la flessibilità della donazione in relazione ai bisogni programmati e, soprattutto, il coinvolgimento dei giovani”, continua Ozino Caligaris.

Dello stesso avviso è il ministero della Salute, che incontrerà i responsabili delle associazioni e delle federazioni italiane, insieme ai rappresentanti del Comitato olimpico e del ministero della Pubblica istruzione, nella Giornata mondiale del donatore di sangue: un plauso all’impegno di chi garantisce volontariamente un costante flusso di risorse di sangue ed emocomponenti, ma anche un’occasione per fotografare la situazione in Italia e per elaborare le strategie necessarie a consolidare e potenziare il sistema delle donazioni nazionali. (Simone Lippi Bruni)

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