10 ottobre 2013 ore: 18:50
Immigrazione

In Italia 7.821 minori non accompagnati, quasi 1600 irreperibili

I dati del ministero aggiornati al 30 settembre. I garanti dell'infanzia a confronto su come ''tutelare la speranza''. Il nodo dell'accoglienza, servono ''prassi omogenee''

ROMA - Al 30 settembre 2013 sono 7.821 i minori stranieri non accompagnati segnalati in Italia, di cui 1593 risultano irreperibili. Lo hanno ricordato i garanti dell'infanzia che ieri in Ancona si sono incontrati con il Garante nazionale dell’Infanzia Vincenzo Spadafora sul tema della protezione dei minori stranieri non accompagnati. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali Il 22% arriva dall’Egitto, il 19,9% dal Bangladesh e il 12,5% dall’Albania. Nelle Marche i dati ufficiali parlano di 179 minori soli segnalati nel 2013, di cui 94 presenti e 85 irreperibili.

L’incontro, promosso dall’Ombudsman delle Marche Italo Tanoni, ha permesso un confronto diretto e un’analisi delle diverse pratiche di accoglienza esistenti a livello regionale dal quale sono emerse alcune importanti questioni, come il problema della tempistica nelle procedure di identificazione, dell’accertamento dell’età dichiarata, dei presunti respingimenti di minori nei porti italiani e del fenomeno dei cosiddetti “bambini invisibili” che sfuggono ai controlli, poste all’attenzione dal Garante del Veneto, Aurea Dissegna, da quello della Puglia, Rosy Paparella, e della Calabria, Marilina Intrieri.

È stata evidenziata inoltre la necessità di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni nella tutela dei diritti umani, come sostenuto dal Presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi, a contrasto di una progressiva diminuzione dell’attenzione nei confronti dei diritti dell’infanzia e dei diritti civili in generale. Gli fa eco il Garante nazionale Spadafora, il quale sostiene l’importanza di lavorare in via prioritaria sul fronte legislativo intervenendo per la modifica di testi normativi già esistenti come la legge Bossi-Fini. “Superare il problema legislativo – dichiara Spadafora – consentirebbe intanto di avere un riferimento chiaro e coerente con la Convenzione internazionale per i diritti dell’infanzia”. Risulta importante anche una più stretta collaborazione con le forze dell’ordine. Tra gli obiettivi a breve termine dell’Autorità di Garanzia infatti c’è anche“la firma di un nuovo protocollo a livello nazionale con il Dipartimento di Pubblica sicurezza, dove inserire un programma di formazione, almeno in quelle regioni e in quei porti interessati dal fenomeno”.

Ma quel che preme maggiormente è giungere a una modalità di gestione condivisa delle varie pratiche di accoglienza a livello interregionale, allo scopo di salvaguardare i diritti dei minori e la specificità di ogni singolo territorio, a partire da quella che Tanoni definisce “macroregione Adriatica- Ionica”. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni Gus Ancona, Ambasciata dei diritti, Medici per i diritti umani e Melting Pot Venezia, le cui testimonianze hanno contribuito a valutare l’entità del fenomeno e l’urgenza di un intervento comune. “E’ fondamentale – conclude Spadafora -  raggiungere l’obiettivo di prassi omogenee”, anche attraverso la creazione di “un sistema nazionale unico sulla gestione delle comunità e dei centri di accoglienza per minori”. 

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