30 gennaio 2018 ore: 11:05
Società

In Italia "sistema" e "paese" convivono da separati in casa

"Rapporto Italia 2018" di Eurispes. Per il presidente Fara, "il Paese si sente deluso, tradito da un Sistema che non riesce più a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro. Viceversa, il Sistema accusa il Paese di non rendersi conto di essere di fronte a cambiamenti epocali, che mettono in discussione le antiche certezze"
Politica. Auto blu2

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ROMA - "Continuare a parlare di 'Sistema Paese' è ormai improprio. Sarebbe più corretto parlare di Sistema e di Paese in maniera distinta. Il Sistema e`l'insieme delle reti e dei servizi pubblici e privati. Le strutture delle comunicazioni, i trasporti, la sanità, la scuola, la difesa, la giustizia, l'apparato burocratico-amministrativo centrale, regionale e periferico, le diverse autorità a livello territoriale e quindi la classe dirigente che lo amministra. Il Paese è fatto da noi: cittadini, utenti, consumatori, corpi intermedi, associazioni". Lo dice il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, commentando il Rapporto Italia 2018, giunto alla sua trentesima edizione.

La seconda analisi di Fara riguarda le organizzazioni politiche e sindacali, le stesse rappresentanze di categoria che dovrebbero costituire il collegamento tra Paese e Sistema. "Sempre più - sostiene - esse tendono ad alimentare la separatezza e a farsi, a loro volta, Sistema. Ora - prosegue Fara - il matrimonio si è sciolto e Sistema e Paese, separati in casa, convivono faticosamente sotto lo stesso tetto, spesso guardandosi in cagnesco, diffidenti l'uno dell'altro, in un'atmosfera di freddezza, tra reciproci rimproveri. Il Paese si sente deluso, tradito da un Sistema che non riesce più a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro. Lo accusa di essere diventato autoreferenziale e di aver perso di vista la sua storica funzione: quella di guidarlo ed accudirlo, assicurando una sempre migliore qualità dei servizi. E, nello stesso tempo, di aver utilizzato la delega per rafforzare il proprio potere e i propri privilegi, disattendendo attese, bisogni e diritti".

Viceversa, continua Fara, "le accuse che il Sistema rivolge al Paese non sono meno forti: il Paese non riesce a rendersi conto di trovarsi di fronte a cambiamenti epocali che mettono in discussione le antiche certezze. Pretende il mantenimento di un welfare che non può più permettersi ed è troppo legato all'idea del posto, possibilmente fisso, piuttosto che del lavoro. È ricco e continua ad accumulare risparmi invece di investirli e fa di tutto per non pagare le tasse. Ha ricevuto in eredità un patrimonio che tutto il mondo ci invidia e non si cura di proteggerlo considerandolo 'res nullius'. Devasta interi territori salvo poi chiedere al Sistema di provvedere, magari con l'ennesimo condono. Vuole che i propri figli siano istruiti ma disprezza e sottopaga gli insegnanti e ricorre al Tar quando gli stessi figli vengono bocciati. Produce quantità enormi di immondizia ma non si piega alla raccolta differenziata. Chiede un'amministrazione di qualità - conclude Fara - ma poi si lamenta se veramente funziona, quando tocca i suoi interessi". (DIRE)

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