13 aprile 2022 ore: 10:26
Immigrazione

In Italia tornano a crescere le domande di asilo. Sono minori un quinto dei richiedenti

I dati Ismu. Dopo la riduzione del numero di richiedenti asilo, iniziata tra il 2017 e il 2018, e l’ulteriore contrazione delle domande avvenuta del 2020 nel periodo della pandemia, nel 2021 oltre 56 mila migranti hanno fatto domanda di asilo, più del doppio rispetto al 2020. Minori: 3.257 sono non accompagnati e 8.312 al seguito di adulti. Sei mila gli afghani che hanno presentato domanda. In calo gli esiti negativi. Gli effetti della crisi Ucraina
Migranti, rifugiati, minori: occhio di un bambino e rete
MILANO - Dopo la significativa riduzione del numero di richiedenti asilo, iniziata tra il 2017 e il 2018, e l’ulteriore contrazione delle domande di protezione avvenuta del 2020 nel periodo della pandemia Covid-19, Fondazione ISMU segnala che nel 2021 le richieste di protezione sono tornate a crescere. Infatti, oltre 56 mila migranti hanno fatto domanda di asilo nel nostro paese durante il 2021, più del doppio rispetto al 2020 quando le domande pervenute erano state 27 mila.

Aumentati soprattutto i richiedenti asilo afghani e i minori

Tra i richiedenti asilo del 2021 spicca il dato relativo ai minorenni, che costituiscono un quinto di tutti i richiedenti, di cui 3.257 non accompagnati e 8.312 al seguito di adulti. “La crisi afghana dell’agosto 2021 in particolare – afferma Ismu - ha determinato un flusso importante di migranti in cerca di protezione: sono stati oltre 6 mila i cittadini afghani che hanno fatto domanda di asilo in Italia l’anno scorso, mentre furono “solo” 600 del 2020. Nel complesso dei paesi Ue gli afghani hanno presentato circa 97.800 domande di asilo, il doppio rispetto al 2020
Nel nostro paese spiccano durante il 2021, oltre alle provenienze asiatiche ormai consolidate quali quelle da Pakistan (7.513) e Bangladesh (7.134), anche le domande presentate da cittadini tunisini, al terzo posto in graduatoria (7.102 richiedenti asilo).

Domande di asilo, in calo gli esiti negativi

“Sul fronte degli esiti in prima battuta va segnalato come il numero di domande esaminate ha risentito dell’andamento delle richieste”, afferma ancora Ismu: le domande esaminate nel corso del 2020 sono state 42 mila e quasi 53 mila nel 2021, numeri ben diversi rispetto agli anni 2016-2019 quando le commissioni territoriali hanno esaminato in media 90 mila domande all’anno.
Nel corso dell’ultimo biennio è diminuito il numero di esiti negativi (56% nel 2021 contro 75% del 2020), mentre nel 2021 è cresciuta la quota di coloro che hanno ricevuto lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria (oltre 16 mila persone) ed è aumentata significativamente la risposta positiva delle Commissioni per la concessione di protezione speciale (6 mila persone, pari al 12% di tutti gli esiti).

A determinare gli esiti positivi con massima protezione sono soprattutto le domande presentate da cittadini afghani, che nel 2021 hanno ricevuto nel 97% dei casi lo status di rifugiato o quantomeno la protezione sussidiaria, e da cittadini somali (95%). Gli esiti negativi alle domande esaminate nel 2021 sono invece determinati soprattutto dai dinieghi riguardanti cittadini provenienti da: Tunisia (92%), Bangladesh (85%) e Marocco (83%).

La crisi ucraina. Flussi nei primi mesi del 2022

Se nel 2021 la crisi afghana ha determinato un flusso importante di richiedenti asilo anche nel nostro paese, nel 2022 si sta assistendo alla crisi dei profughi ucraini in fuga dalla guerra iniziata con l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe.
“I dati relativi alle richieste di protezione di cittadini ucraini non sono ancora disponibili – sottolinea l’Ismu -, ma soprattutto la grave crisi umanitaria sta determinando uno scenario in continua evoluzione con l’adozione di provvedimenti straordinari a livello europeo e nazionale per far fonte all’emergenza. Uno tra tutti, il provvedimento che consente di concedere la protezione temporanea per la prima volta in Europa: il 4 marzo il Consiglio europeo ha adottato all'unanimità una decisione di esecuzione che permette una protezione temporanea a seguito dell'afflusso massiccio di persone in fuga dall'Ucraina a causa della guerra. La protezione temporanea – spiega l’Ismu - è un meccanismo di emergenza applicabile in casi di afflussi massicci di persone e teso a fornire protezione immediata, senza che sia necessario esaminare la sussistenza dei presupposti per lo status di rifugiato o protezione sussidiaria (previo accertamento della sussistenza dei presupposti e l’assenza di condizioni ostative indicati nel DPCM 29 marzo 2022). In Italia sono aperte le richieste di permesso di soggiorno per protezione temporanea per gli sfollati provenienti dall’Ucraina”.

Nei prossimi giorni e mesi si capirà quale sarà il flusso verso l’Italia alla luce anche dell’introduzione della protezione temporanea, tenendo conto comunque che la maggior parte dei profughi per il momento si è spostata nei paesi limitrofi, con la speranza di poter tornare presto nelle proprie case, ma la situazione potrebbe cambiare in funzione dell’andamento del conflitto e della sua durata. I dati Unhcr, infatti, mostrano come i profughi ucraini siano attualmente soprattutto in Polonia (2,5 milioni), in Romania (645 mila), nella Repubblica Moldova e in Ungheria (400 mila in entrambi in paesi).
“Occorre, tuttavia, considerare che i cittadini ucraini sono esentati dall’obbligo di visto e possono circolare liberamente nell’area Schengen per 90 giorni. e, quindi, potrebbero spostarsi in altri Stati membri Ue nelle prossime settimane – ricorda l’Ismu -. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, nel 2022 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina arrivate in Italia alla data di oggi (13 aprile) sono complessivamente 91.137: 47.112 donne, 10.229 uomini e 33.796 minori”.
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