19 marzo 2021 ore: 13:16
Disabilità

In Lombardia le Rsa diventano centri vaccinali

Emanato dalla Regione il protocollo d'intesa. “Scelta coerente con i nostri valori”, commenta Luca Degani, presidente di Uneba Lombardia. E rinnova la richiesta: vaccinare almeno un parente per ogni ricoverato, per combattere la solitudine
Ampolle per vaccino, vaccini

MILANO - “È una scelta coerente con la nostra storia ed i nostri valori – afferma Luca Degani, presidente Uneba Lombardia – Con la somministrazione dei vaccini anti Covid, così come con l'assistenza agli anziani, ci mettiamo al servizio dei nostri territori e dei bisogni di salute di chi vive nella regione”. Mercoledì 17 marzo la Giunta guidata da Fontana ha approvato il “Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le associazioni degli erogatori privati per l’attuazione del piano vaccinale”, formalizzando e allargando a tutta il territorio lombardo quel che già sta avvenendo da un paio di settimane a Milano e Mantova: le Rsa diventano centri vaccinali.

Uneba è una delle nove associazioni di categoria firmatarie del protocollo. Oltre 400 sono gli enti associati Uneba Lombardia, presenti in tutte le 11 province e nella Città metropolitana, spesso anche nei piccoli paesi: saranno decisivi nel garantire la capillarità della campagna vaccinale, anche nelle zone più remote. E quindi raggiungere più velocemente la copertura totale e l'immunità di gregge.

“Le Rsa diventano punti vaccinali perché oggi le Rsa hanno raggiunto alti livelli di sicurezza -sottolinea Uneba Lombardia-: sono già stati vaccinati tutti gli anziani ospiti e tutti i dipendenti che così hanno scelto (e sono un'amplissima maggioranza). Le Rsa oggi sono Covid-free, e hanno maturato una nuova cultura della protezione per adattarsi alla nuova condizione sanitaria”.

Le vaccinazioni in Rsa si svolgeranno in ambienti protetti. A stabilire l'ordine di vaccinazione e le priorità saranno, anche negli enti Uneba, le norme nazionali e regionali. Ma come ha più volte ribadito il presidente nazionale Uneba, il bergamasco Franco Massi, è fondamentale il “vaccino contro la solitudine”: chiediamo cioè che sia vaccinato al più presto un famigliare per ogni anziano delle Rsa, per riaprire il più possibile e il prima possibile alle visite nelle Rsa.

“Per noi enti del sociosanitario – conclude Degani-, e le Rsa per anziani in particolare, la pandemia è stata fonte di enormi sofferenze, specie nella prima ondata della scorsa primavera, e il ricordo delle vittime del Covid di ieri 18 marzo lo testimonia. Inoltre, tutto il nostro settore sta vivendo gravissime difficoltà economiche, a causa dei tanti posti letto che restano vuoti e delle spese aggiuntive, con forti preoccupazioni per il futuro. Ugualmente però, coerenti con la nostra storia, ci mettiamo a disposizione. Per il bene della Lombardia, e per ribadire che vogliamo andare avanti, e continuare a dare vita al sociosanitario non profit nella nostra regione”.

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