7 settembre 2022 ore: 17:54
Welfare

In Lombardia schizzano le rette delle Rsa, la Cgil insorge

Nuovi aumenti dopo sanificazione. La Cgil: "L'assessorato alla Sanità lombardo convochi un tavolo congiunto con gli enti gestori e i comuni per risolvere il problema dei rincari delle rette nelle Rsa"
Anziani, disabilità, non autosufficienza, casa di riposo, rsa

MILANO - L'assessorato alla Sanità lombardo convochi un tavolo congiunto con gli Enti gestori e i Comuni per risolvere il problema dei rincari delle rette nelle Rsa: è quanto torna a chiedere la Spi Cgil Lombardia, che con Federica Trapletti lancia un nuovo allarme. Dall'inizio della pandemia, nonostante le risorse economiche stanziate dalla Regione per il comparto, le rette delle Rsa hanno già subìto aumenti tra i 90 e i 100 euro al mese, dovuti ai costi di sanificazione. "Ora però si sta parlando di ulteriori, possibili aumenti che possono arrivare fino a 10/12 euro al giorno", e questa situazione sta portando all'aumento di casi di insoluti "che vanno poi inevitabilmente a gravare sui bilanci comunali, sottraendo risorse preziose che potrebbero essere destinate ad altri interventi socio assistenziali", evidenzia Trapletti.

Il sindacato dei pensionati unitariamente ha raccolto ben 27.000 firme "a supporto delle nostre proposte di riforma delle RSA. Ad oggi l'amministrazione regionale le ha colpevolmente e volutamente ignorate scaricando gli oneri e le colpe sugli altri livelli. A questo punto non si capisce con che coraggio rivendichino più autonomia da Roma quando non sono in grado neppure di far fronte ai compiti loro assegnati", afferma il segretario generale lombardo Valerio Zanolla.

Oggi, spiega ancora Trapletti della segreteria Spi Cgil lombarda, ricoverare un anziano in una RSA "costa alle famiglie mediamente 2.000 euro al mese e la pensione non basta". Insomma, per Trapletti "la mancanza di una legge sulla non autosufficienza che garantisca i livelli essenziali delle prestazioni e l'assoluta inadeguatezza dei servizi domiciliari assistenziali lombardi mette le famiglie letteralmente con le spalle al muro".

Per il sindacato è necessario che la Regione Lombardia intervenga con risorse adeguate vincolandole all'impegno delle strutture che non devono procedere ad ulteriori aumenti a carico delle famiglie. "Riguardo all'incremento del costo del personale è evidente che questo è dovuto agli aumenti ad personam che le RSA hanno dovuto riconoscere al personale per evitare l'esodo verso gli ospedali, dal momento che i contratti di lavoro applicati sono considerevolmente svantaggiosi rispetto a quelli della sanità". Questo problema "va risolto sui tavoli di contrattazione e non scaricato sulle famiglie", conclude Zanolla.

(DIRE)
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