13 ottobre 2016 ore: 12:35
Immigrazione

In piazza Duomo protestano i minori stranieri non accompagnati. "Ci sentiamo in prigione"

Dovrebbero essere accolti in comunità, ma vivono nell'Hub di via Sammartini, sovraffollato e insieme agli adulti. Sono un centinaio. "Siamo pronti a lasciare questa città. Cancellate le nostre impronte digitali dagli archivi". Sinigallia (Progetto Arca): "Il Comune non ha comunità dove metterli. C'è il rischio che finiscano in mano a trafficanti"
Minori migranti. Mani - SITO NUOVO

MILANO - Il Pronto intervento minori del Comune di Milano è in via Dogana, ma gli adolescenti profughi l'hanno ribattezzata "Via Domani". Non ci sono posti per loro nelle comunità per minori e quindi, ogni volta che vanno a chiedere un aiuto, gli viene risposto di tornare il giorno dopo. Oggi, stanchi di aspettare, hanno deciso di protestare con una piccola manifestazione in piazza Duomo: sono solo una ventina, ma rappresentano i circa 100 minori stranieri non accompagnati che vivono all'Hub di via Sammartini, gestito dal Progetto Arca. Un Hub che doveva servire solo da breve sosta per i profughi che arrivano alla Stazione Centrale, in attesa di essere smistati nei centri di accoglienza, ma che si è trasformato in un grande bivacco. Solo questa notte ci hanno dormito 668 persone, quando la capienza prevista era di appena 75 posti letto. "Questi ragazzi hanno ragione -sottolinea Alberto Sinigallia, presidente di Progetto Arca-. Io rischio di essere perseguito penalmente perché ospito minorenni insieme ad adulti. Il problema è che il Comune non ha comunità dove mandarli. È una situazione insostenibile. Questa notte alcuni degli adulti hanno dormito in uno dei nostri furgoni, perché nell'Hub non c'era più posto".

Nel volantino che i minori stranieri distribuiscono ai passanti in piazza del Duomo si legge: "Da mesi ci troviamo in un limbo: con documenti provvisori e senza la possibilità di andare a scuola, avere una vera casa, semplicemente vivere una vita normale". Con la loro protesta vogliono "sollecitare gli uffici di via Dogana a prendere realmente in considerazione le nostre richieste, vogliamo uscire dal silenzio, mediatico e non, che ci circonda". Le risposte che ricevono dal Pronto intervento minori sono sempre le stesse: "torna domani", "prova in Questura" (da dove li rimandono in via Dogana), "non venite più, tanto è inutile". "Il rischio è che finiscano nelle mani dei trafficanti, nel giro della prostituzione -aggiunge Alberto Sinigallia-. È un problema grave e ci vogliono risorse per intervenire: l'ospitalità in una comunità per minori costa intorno ai 100 euro al giorno".

La condizione dei minori all'Hub di via Sammartini è resa ancora più difficile dall'affollamento di profughi. "Ci sentiamo in prigione - si legge sempre nel volantino distribuito in piazza Duomo -. Ogni giorno dobbiamo fare i conti con la mancanza di posti letto per tutti; la maggior parte sono costretti a dormire in cameroni, gli uni attaccati agli altri, a volte costretti a sdraiarsi per terra. Il cibo non è mai abbastanza, di scarsa qualità e varietà e sempre freddo. Passiamo le giornate all'interno del centro senza la possibilità di frequentare la scuola per imparare la lingua italiana". Le condizioni igieniche sono sempre più precarie, non è possibile cambiare vestiti né lavare quelli vecchi.

I minori stranieri chiedono due cose. Innanzitutto di "essere assegnati ad una comunità o ad un luogo dove poter vivere degnamente e poter avviare la procedura per l'Asilo in Italia". Inoltre, "avere la possibilità di andare a scuola per imparare la lingua italiana". E concludono: "Se non potete garantirci queste minime condizioni di vita, perché ci avete preso le impronte digitali, imponendoci di restare in una città che sembra non avere alcuna intenzione di considerarci? Siamo pronti a lasciare questa città. Cancellate le nostre impronte digitali dagli archivi o lasciateci un permesso per attraversare legalmente il confine e continuare il nostro viaggio". (dp)

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