3 febbraio 2012 ore: 15:56
Immigrazione

In un videoclip hip hop la storia di riscatto di sei braccianti

Là- bas, laggiù. Sei africani raccoglitori di pomodori protagonisti di un videoclip di denuncia dove si racconta la drammatica situazione dei lavoratori a Boreano (Potenza)

BOLOGNA  – Là- bas, laggiù. Sei braccianti africani raccoglitori dipomodori, originari del Burkina Fasu, sono i protagonisti di un videoclip didenuncia dove-  con una base hip hop -  si racconta la drammatica situazione deilavoratori africani a Boreano, privincia di Potenza. Un messaggio di protesta edi rabbia nei confronti di tutti coloro che gli hanno raccontato un’Italia piùvicina alla favola che alla realtà: “Iosognavo di andare laggiù, là dove il sole non brilla, là dove il male nonesiste” ripete la canzone. Ma restano delusi.  

“Sono arrivato dueanni fa dal Burkina Faso e dalle immagini che vedevo in tv, l’Italia sembravaun paradiso – racconta Daise Bi, che studia in una scuola professionale di Sassuolo, in provincia di Modena" -  il rapper ventenne protagonista dellaclip  e autore del testo - . Tutto è natoper caso,  a Boreano, durante una festadella Caritas dove improvvisammo un brano: ad ascoltare c’era Mimmo Perrotta,che poi ha collaborato alla produzione del clip. E mi propose di farne un video… Ho accettato, io che di lavoro faccio ilbracciante raccogliendo pomodori e pagato in nero,  perché il mio obiettivo era parlare ai miei‘fratelli’ che stanno in Africa. Ma il mio sogno adesso è andare in Francia”.

Il video è statopresentato il 14 gennaio a Bologna in occasione delle iniziative per ricordaregli avvenimenti di Rosarno. La locationdel video è stata scelta con cura, individuando un casolare simile a quellodove i ragazzi alloggiavano, ma abbastanza distante per non fare insospettire i“caporali” della zona. “In assenza di interventi istituzionali adeguati, questiragazzi vivono in casolari abbandonati, senza acqua corrente, con poco cibo,nella sporcizia – racconta Doenico Perrotta, sociologo, che ha contribuito allarealizzazione e alla diffusione del video -. Abbiamo scelto di realizzare unvideoclip perché ci sembrava il modo migliore per raccontare questa storia, esoprattutto per farla conoscere ai tanti ragazzi che fanno questo duro lavoro.Le denunce da sole non bastano: è importante fare parlare e dare un volto aquesti ragazzi. Con questo video ci abbiamo provato”.

Il testo di Là-bas èun testo semplice, cantato in francese da Daise Bi e dai suoi “fratelli”. Parladi immigrazione, sofferenza. Di disillusione: “… E questi stronzi mi hannofatto sognare il loro continente; Quando ero piccolo vedevo l'Europa come ilparadiso sulla terra; Sempre gli occhi puntati al cielo e ogni volta che vedevoun aereo; Mio padre mi aveva avvertito, figlio, non è il paradiso, ma tuttequeste belle immagini che vedevo alla tv, mi hanno fatto perdere la ragione edeccomi con un visto; purtroppo vieni a vedere in Boreano 2 come vivo, tuttosporco, lavoro in campo di pomodoro, i capi mi approfittano; e questa non èvita, ti dico amico, non devi mai sognare l'Italia; il visto che ho preso, se avessisaputo, l'avrei bruciato in Marocco; ti assicuro non ne posso più di questavita; non amo questa vita; vivo e tutti mi dicono perché così”. 

Tutti giovani diseconda generazione, figli di immigrati, “fratelli” di un’Italia minore. Che siriscattano con la musica, e la voglia di lottare: “I neri non sono degliassassini – cantano -  non sono deidisonesti; i neri sono uomini come voi; che respirano come voi, voi avete una vita; ancheloro hanno una vita; la pelle bianca e la pelle nera, è uguale; viviamo nello stessomondo il pianeta terra”. (Alessandra Caputo)

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