11 settembre 2020 ore: 15:37
Immigrazione

Incendio a Lesbo, Unicef: rispondere ai bisogni di 4.200 bambini

I minori soli sono circa 400. Appello di raccolta fondi di 1,17 milioni di dollari per rispondere all'emergenza. Sull'isola, il centro dell'organizzazione è stato trasformato in rifugio per le persone più vulnerabili

ROMA - L'Unicef ha lanciato un appello di 1,17 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati e a lungo termine dei 4.200 bambini- di cui 400 non accompagnati e separati- e delle loro famiglie colpite dall'incendio nel campo di Moria. Il campo, che ospita circa 12.000 rifugiati, migranti e richiedenti asilo, è stato gravemente danneggiato, costringendo le persone a fuggire in cerca di sicurezza, lasciando immediatamente l'intera popolazione di migranti senza un rifugio. Questa emergenza arriva in seguito a una recente epidemia di COVID-19 nel centro, che era in isolamento dal 2 settembre, con limiti di accesso e di movimento della popolazione. Nel giro di 24 ore dall'incendio, oltre 400 bambini non accompagnati sono stati trasferiti dall'isola alla città di Salonicco, sulla terraferma. L'Unicef, insieme all'Unhcr, all'Oim e a diversi altri operatori umanitari, stanno coordinando la risposta collettiva con le autorità greche.

L'Unicef ha già adottato misure per trasformare immediatamente il suo Centro per il supporto di bambini e famiglie di Lesbo (il Centro Tapuat) in un rifugio d'emergenza, che sta fornendo riparo temporaneo alle persone più vulnerabili, fra cui bambini, donne in stato di gravidanza, madri sole e altre persone con bisogni fondamentali, fino a che non sarà identificata una sistemazione appropriata. L'Unicef e i partner sul campo stanno inoltre distribuendo aiuti di emergenza, fra cui tende e aiuti non alimentari, ai bambini e alle famiglie più vulnerabili a Lesbo.

Inoltre, l'ufficio dell'Unicef ha inviato cinque persone sull'isola per valutare la situazione e sostenere gli sforzi di coordinamento della risposta, in particolare con le autorità locali e le Ong. Tutte le attività di risposta alle emergenze saranno svolte tenendo conto del contesto del COVID-19, in particolare alla luce della recente epidemia nel centro di Moria immediatamente precedente l'incendio.

Dal 2016 l'Unicef fornisce servizi essenziali per donne e bambini, compresi i minorenni arrivati da soli, in varie strutture ricettive in tutto il Paese (anche sull'isola di Lesbo). I servizi includono la protezione dei bambini, l'accesso all'istruzione e all'apprendimento al di fuori del sistema scolastico, e attività di prevenzione e di risposta sulla violenza di genere. "Ora più che mai è importante essere vicini a questi bambini e famiglie che affrontano la duplice sfida di essere rimasti senza casa e in un momento di pandemia globale, durante il quale abbiamo imparato quanto sia fondamentale avere un rifugio sicuro e adeguato- ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell'Unicef Italia- L'Unicef lanciato un appello di raccolta fondi di 1,17 milioni di dollari per l'emergenza a Moria: questa stima iniziale dei bisogni consentirebbe all'Unicef e ai suoi partner di fornire l'assistenza urgentemente necessaria ai bambini direttamente colpiti, compresi i minori separati e non accompagnati. Anche il più piccolo gesto d'aiuto è importante". (DIRE)

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