9 settembre 2020 ore: 11:34
Immigrazione

Incendio devasta il campo di Moria, Msf: "Raso al suolo"

Nel campo vivevano tra le 12 mila e le 13 mila persone, un numero pari a circa quattro volte la capienza autorizzata. Sant'Egidio: “L’Ue accolga i profughi”. Oxfam: "Tragedia, simbolo del fallimento delle politiche Ue". Astalli: "No a luoghi in cui contenere migliaia di persone"
© MSF-Medici Senza Frontiere Lesbo brucia, in fiamme il più grande campo profughi d’Europa

ROMA - "La bomba a orologeria è esplosa. L'accampamento di Moria è stato raso al suolo dopo che gli incendi sono iniziati la scorsa notte. Dodicimila tra uomini, donne e bambini sono stati trasferiti e sono ora in mezzo alla strada". Lo riferisce su Twitter l'ong Medici senza frontiere (Msf), una delle organizzazioni che fornisce assistenza nel campo rifugiati nell'isola greca di Lesbo.
La ricostruzione dell'organizzazione trova conferma anche nelle parole del vicegovernatore dell'isola, Aris Hatzikomninos, che ha detto alla stampa locale che il campo è ormai "completamente distrutto".
Il capo progetto di Msf nella località, Marco Sandrone, ha reso inoltre noto che i cooperanti "sono al lavoro per rispondere alle necessità" dei rifugiati. Nel campo di Moria vivevano tra le 12 mila e le 13 mila persone, un numero pari a circa quattro volte la capienza autorizzata.  "Abbiamo visto il fuoco diffondersi su Moria e infuriare tutta la notte. L'intero campo è stato avvolto dalle fiamme, provocando una fuga di massa delle persone senza direzione. Bambini spaventati e genitori sotto shock - spiega Sandrone -. Stiamo lavorando ora per rispondere ai loro bisogni. Le persone a Moria vivono in condizioni disumane da anni. È essenziale garantire il loro trasferimento in sistemazioni sicure adesso". 

Secondo fonti concordanti, i migranti sarebbero stati bloccati dalla polizia mentre si dirigevano verso la città portuale di Mitilene e sarebbero ora tenuti in attesa. Intanto, secondo la commissaria dell'Unione europea agli Affari interni, Ylva Johansson, l'Ue ha accettato di finanziare il trasferimento sulla terraferma e l'alloggio di 400 minori non accompagnati.  "La sicurezza e il riparo di tutte le persone a Moria sono una priorità", ha scritto Johansson su Twitter. Ancora da chiarire le origini dell'incendio. Secondo alcuni testimoni, le fiamme sono state provocate dalle proteste dei migranti contro le limitazioni anti-Covid-19. Ricostruzioni, queste, non ancora pero' confermate.

“Ora un'immediata inversione di rotta”. "La tragedia che si sta consumando a Lesbo è il simbolo del fallimento delle politiche adottate dall’Unione europea e dagli stati membri nella gestione della crisi migratoria negli ultimi anni”. E’ il commento di Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. “Senza ignorare le responsabilità del Governo greco, adesso serve un’immediata indagine da parte del Parlamento europeo che accerti le responsabilità delle istituzioni europee e dei suoi stati membri, che hanno portato alla pessima gestione dei campi sponsorizzati dall’Ue nelle isole greche. In particolare nel campo di Moria, dove fino a ieri, dopo l’esplosione della pandemia da coronavirus, vivevano ammassati più di 12 mila uomini, donne e bambini in uno spazio concepito per meno di 3 mila persone. Un’indagine che deve riguardare adesso la gestione di tutti gli hotspot creati sulle isole greche, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di tragedie come questa e di garantire finalmente la tutela dei diritti umani dei migranti”.
La Commissione europea ha annunciato questa mattina che l'Ue finanzierà il trasferimento immediato e la sistemazione sulla terraferma dei 400 minori non accompagnati che ancora rimangono sull'isola, ricorda Oxfam. “Tutto questo si poteva prevenire, la speranza è che adesso si inneschi un’immediata inversione di rotta. – ha aggiunto Spyros-Vlad Oikonomou del Greek Council for Refugees - L'annunciato trasferimento di tutti i minori non accompagnati di Moria nella Grecia continentale è un primo passo importante, adesso però è quanto mai urgente un immediato trasferimento di tutti i migranti intrappolati nelle isole greche negli altri Paesi europei”. 

“L’Ue accolga i profughi”. La Comunità di Sant’Egidio, che quest’estate ha organizzato con volontari, giovani e adulti da diversi paesi europei, una “vacanza alternativa” per sostenere i profughi, lancia un appello a tutti i paesi dell’Unione Europea perché accolgano con urgenza i profughi che con l’incendio del campo di Moria hanno perso tutto. “Si tratta di richiedenti asilo che da mesi, alcuni da anni, vivono in condizioni di estrema precarietà, dopo aver fatto lunghi e rischiosissimi viaggi per fuggire da guerre o situazioni insostenibili, in gran parte provenienti dall’Afghanistan. Sono per lo più famiglie, per una cifra complessiva di presenze che si aggira attorno alle 13 mila, con una percentuale di minori del 40 per cento. L’Europa, se è ancora all’altezza della sua tradizione di civiltà e umanità, deve farsene carico con un atto di responsabilità collettiva", si legge - "Possiamo testimoniare la loro sete di dignità e di futuro. Come potremmo raccontare le storie di integrazione di chi abbiamo accompagnato in Europa con il corridoio umanitario che inaugurò nell’aprile 2016 Papa Francesco portando con sé alcuni profughi nel suo aereo, al ritorno dalla sua visita a Lesbo.  La Comunità intanto chiede il trasferimento urgente dei profughi in campi attrezzati, forniti di servizi, in terraferma, per evitare ulteriori drammi della disperazione, Occorre inoltre che le associazioni presenti nell'isola abbiano libero accesso per portare aiuti immediati ai profughi.


"No ai luoghi in cui contenere migliaia di persone".“Da tempo i migranti e le organizzazioni umanitarie chiedono l’evacuazione del campo, denunciando il grave stato di degrado e abbandono. Bambini nati nel fango, suicidi in età giovanissima, abusi e violenze ai danni delle donne sono purtroppo situazioni che vi sussistono da anni. Migliaia di migranti, soprattutto in fuga da Afghanistan e Siria, sono costretti in un limbo senza prospettive e senza diritti”, commenta padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. “È il momento che l’Unione europea si mostri solidale: agisca per l’evacuazione immediata dei migranti da Lesbo, attraverso una redistribuzione negli Stati Membri. Mai come in questo momento il rispetto della dignità e dei diritti dei migranti è strettamente connesso al contenimento della diffusione del #coronavirus. Eliminare luoghi in cui contenere migliaia di persone e gestire invece la distribuzione controllata di piccoli numeri di migranti tra gli Stati membri è misura necessaria per salvaguardare la sicurezza di tutti”.

Unicef: “Serve un Patto Ue sulle migrazioni”. Anche l'Unicef esprime la sua più profonda solidarietà ai rifugiati e ai migranti colpiti dall'incendio nel campo di Moria ed è pronto ad aiutare ad affrontare i bisogni immediati di oltre 4.000 bambini, in particolare dei 407 minorenni non accompagnati, estremamente vulnerabili. L'Unicef ringrazia le autorità locali e i soccorritori in prima linea che hanno lavorato tutta la notte per affrontare la crisi. “La pandemia da coronavirus rende ancora più complessa e cruciale l'attuazione di una risposta rapida e sicura – afferma l’organizzazione -. Con i nostri partner, abbiamo trasformato il centro dell'Unicef Tapuat per il sostegno ai bambini e alle famiglie, che si trova vicino al campo di Moria, in un rifugio d'emergenza. Questo può ospitare temporaneamente le persone più vulnerabili, compresi i bambini non accompagnati, le donne in stato di gravidanza e altre persone con esigenze particolari, fino a quando non saranno identificate delle alternative. Più di 150 bambini non accompagnati sono attualmente ospitati lì”.

La priorità dell'Unicef è quella di “garantire l'immediata sicurezza e protezione dei bambini, in coordinamento con il Governo greco, il segretario speciale per la protezione dei minorenni non accompagnati, le autorità locali e i nostri partner dell'Onu e della comunità delle Ong. Gli eventi di ieri sera – conclude l’Unicef -servono a ricordare con forza l'urgente necessità di un Patto Ue sulle migrazioni umano e a misura di bambino, che rispetti i diritti dei bambini a una protezione e a servizi adeguati in tutta Europa”. (RS/DIRE)

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