31 marzo 2016 ore: 12:20
Salute

Infermiera killer, "telecamere negli ospedali contro gli abusi sui pazienti"

Il presidente Auser dopo l’arresto dell’infermiera a Piombino, accusata di aver ucciso 13 pazienti. Abusi nel 30% delle strutture sanitarie. "Intollerabile. Anziani trattati non come persone, ma come soggetti che producono reddito. Case di cura sono luoghi chiusi all'esterno"
Ospedale Piombino

FIRENZE - “Gli anziani nelle strutture sanitarie sono spesso trattati non come persone, ma come soggetti che producono reddito, così l’economia sociale diventa economia monetaria e tutto è fatto al massimo ribasso o al massimo guadagno. E’ naturale, in questo contesto, che l’anziano subisca abusi intollerabili”. E’ il commento di Enzo Costa, presidente Auser, l’associazione degli anziani, in merito a quanto accaduto a Piombino, dove un’infermiera è stata arrestata dai carabinieri dei Nas di Livorno con l'accusa di aver ucciso 13 persone tra i 61 e gli 88 anni, con iniezioni di un farmaco anticoagulante, l'eparina, non prescritto nelle terapie

- Abusi nel 30% delle strutture sanitarie. Abusi ripetuti: farmaci scaduti o inadeguati, anziani legati al letto, condizioni igienico sanitarie precarie. Accade questo, secondo i Nas e secondo Auser, nel 30% delle residenze sanitarie assistite per anziani. Ma anche in molti ospedali.

Telecamere negli ospedali. Ma come contrastare gli abusi? Secondo l’Auser, la soluzione esiste: telecamere negli ospedali, nelle Rsa e nelle case di cura. “In questo modo – spiega Costa – l’anziano sarebbe maggiormente tutelato. Le telecamere non vanno interpretate come una violazione della privacy di infermieri e pazienti, ma come forma di tutela”. Non solo videosorveglianza. Secondo Costa, è necessario “aprire illimitatamente le strutture sanitarie alle visite dei familiari, non soltanto durante fasce orarie specifiche”. Inoltre, è importante “aprire le case di cura alle associazioni di volontariato, a cui spesso invece vengono chiuse le porte”. “Spesso il soggetto esterno viene visto come un estraneo, invece non bisogna aver paura di controlli”.

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