16 gennaio 2015 ore: 16:09
Non profit

Insieme per la Siria libera: "Partire oggi è troppo pericoloso"

Parla una piccola associazione che porta attrezzature mediche, cibo e vestiti nelle zone di guerra. Da un anno nessuno viaggia per paura delle conseguenze e per i costi troppo alti. "Ci appoggiamo per i trasporti su reti di collaboratori affidati"
Siria, paesaggio attraverso fori di proiettile, guerra civile

MILANO - Insieme per la Siria libera porta attrezzature mediche in Siria da circa quattro anni porta attrezzature mediche, cibo e farmaci in Siria. Ha sede in via Padova 366, dove c'è la moschea di Cascina Gobba. Il suo presidente, Anas Breighece, è italo-siriano: "Conosco bene il progetto Horryaty di Greta e Vanessa: non sono delle sprovvedute, sono finite in una zona pericolosa nel momento sbagliato. Ma sono felice che ora si possa parlarne con loro libere", dice. Anche le piccole realtà si organizzano e hanno una loro funzione in teatri di guerra: rafforzano le reti con le associazioni locali, acquistano materiale in loco tenendo in vita quel poco di economia che ancora esiste, impiegano tanti locali. Certo, non si possono permettere molti viaggi in luoghi di crisi. "L'ultimo, un anno fa, l'ho fatto io – spiega Breighece -. Da presidente, non me la sento di mandare altre persone a correre questi rischi". Da allora nessun operatore è più partito per la Siria.

La rete di associazioni locali su cui appoggia Insieme per la Siria libera è composta principalmente da parenti o amici di lunga data. "Tutti gli spostamenti del materiale sono tracciabili", dice. Spesso sono proprio le persone sul posto che pagano il prezzo più alto: "Molti sono morti durante i trasporti", commenta Breighece. Nonostante le poche risorse, sono dieci i carichi di farina, cibo e indumenti che l'associazione ha portato a Duma, una cittadina poco lontano da Damasco.

Il progetto più importante realizzato da Insieme per la Siria libera è un centro pediatrico dove opera il medico del campo profughi di Bab el Salam, dove abitano 25mila persone. Per realizzare il progetto Insieme per la Siria libera si è unita a Time4life e We are, due associazioni modenesi, per costruire la struttura.

Le critiche e gli insulti indirizzati a Greta Ramelli, Vanessa Marzullo e al loro progetto Horryaty "sono comprensibili ma non giustificabili – spiega – perché ormai nessuno sta più traccontando il dramma della Siria. Per questo i pochi che ne vengono a conoscenza si sentono in dovere di fare qualcosa per occuparsene". (lb)

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