15 luglio 2013 ore: 16:17
Immigrazione

Insulti a Kyenge, sit-in del Pd a Roma: “Fuori il razzismo dalle istituzioni”

Il partito democratico si stringe compatto intorno alla ministra dell’Integrazione e lancia una manifestazione al Pantheon. Ambrosoli a nome dei consiglieri regionali del Patto civico chiede a Maroni una presa di posizione: “Non bastano le scuse”
Antonio Marcello Kyenge ai Mondiali antirazzisti

ROMA – Un sit-in a Roma, dalle 18 in poi, per chiedere con forza le dimissioni del senatore Roberto Calderoli dalla carica di vicepresidente del Senato, dopo gli insulti rivolti alla ministra Cècile Kyenge durante un comizio a Bergamo. Ad organizzare la manifestazione davanti al Pantheon è il Pd, che senza mezzi termini chiede all’esponente leghista di lasciare il suo incarico istituzionale.  "Accetti un consiglio Calderoli, si dimetta", afferma il segretario del partito democratico Guglielmo Epifani.

box “Non è più tollerabile un linguaggio così violentemente razzista da parte di un uomo che siede in Senato o da chiunque occupi un posto nelle istituzioni. Diciamo: fuori il razzismo dalle Istituzioni” aggiunte il deputato responsabile dei Nuovi italiani del Pd Khalid Chaouki. “Le parole di Calderoli e Salvini e dei vari leghisti di scorta sono gravissime poiché frutto di una precisa strategia politica che fa del razzismo l’elemento portante. La questione presenta dei riflessi inquietanti: la Lega cerca di approfittare della crisi economica e sociale del paese facendo leva sul razzismo e sulla xenofobia, bacilli che prosperano in periodi storici quale quello che stiamo vivendo.  Alba Dorata al pari di altre formazioni estremistiche è il loro modello ma ciò, oltre a non essere moralmente accettabile,  è incompatibile con il dettato della nostra  Costituzione. Il parlamento dovrà affrontare con consapevolezza questo problema sapendo che non ci si trova più di fronte alla studiata dialettica semifolkloristica di Bossi ma ad un inquietante salto di qualità”.  Khalid Chaouki è anche tra i sostenitori anche della petizione avviata dal sito www.change.org, che chiede le dimissioni dell’onorevole della Lega, e che ha raccolto ormai oltre 76mila firme.

Sulla vicenda si è espresso anche Umberto Ambrosoli, a nome dei consiglieri regionali del Patto civico. “L’inqualificabile offesa da parte del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli al ministro Kyenge non può in alcun modo essere minimizzata e ridotta a boutade. Rappresenta un grave fatto politico –sottolinea -. Ci piacerebbe allora capire se Roberto Maroni, che è presidente di una delle più importanti regioni del Paese e che della Lega è il segretario, si riconosce o meno in questa deriva di pezzi del suo partito. Perché parole chiare in tal senso finora non sono arrivate”.

“Non ci si può accontentare di scuse personali – aggiunge - L’utilizzo di un linguaggio aggressivo e razzista diventa sempre più una preoccupante abitudine per troppi esponenti di spicco della Lega”. Secondo Ambrosoli per la Lombardia che ha una rappresentanza leghista di ben 15 consiglieri regionali “il silenzio del Presidente rischia di trascinare parte rilevante dell’istituzione che rappresenta nel fango di quegli insulti inaccettabili”. Anche Ambrosoli chiede le dimissioni del vicepresidente del Senato.

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