Istat: il 60,2% degli italiani utilizza internet. Cresce la partecipazione culturale
ROMA - Nel 2015 il 60,2% della popolazione italiana di 6 anni e più utilizza Internet e il 40,3% si connette quotidianamente. Così l'Istat nel rapporto ''Noi Italia. Edizione 2016''. La totalità delle regioni del Centro-Nord ha livelli di uso di Internet superiori al valore nazionale, nel Mezzogiorno la quota è invece più bassa. La posizione nazionale è decisamente inferiore alla media Ue28 (75% nel 2014), solo Bulgaria e Romania registrano una quota più contenuta.
Il 93,5% delle imprese italiane con almeno 10 addetti si connette a Internet tramite la banda larga (anno 2014), un valore superiore alla media Ue28 ma ancora distante da quelli dei paesi europei di testa come Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi e Slovenia (98%). Poco più di sei famiglie su dieci si connettono a Internet tramite la banda larga; il Mezzogiorno, e in particolare la Calabria (56,6%), si trovano in posizione svantaggiata. Nel confronto europeo, la quota di famiglie italiane è inferiore alla media dei 28 paesi (78% nel 2014), mentre i valori più elevati si registrano nel nord Europa.
Il 47% degli italiani legge i quotidiani. "Nel 2015 si stabilizza la quota di persone che leggono quotidiani (47,1%) e aumenta leggermente quella di chi legge libri, anche se è ancora sotto il 50%. Le percentuali maggiori di lettori si registrano fra i giovani e le donne. A livello territoriale tutte le regioni del Mezzogiorno presentano valori inferiori al dato nazionale ad eccezione della Sardegna".
"Si conferma elevato, anche se in leggera diminuzione, l'utilizzo della Rete per la lettura di giornali, news o riviste; tra i giovani di 20-24 anni uno su due usa il web a questo scopo. Su scala europea l'Italia occupa l'ultima posizione insieme all'Irlanda (Anno 2014). Nel 2015 l'8,2% della popolazione di 6 anni e più legge online e scarica dal web libri e e-book, la quota sale a poco meno del 20% tra i giovani di 15-24 anni. Questa forma di fruizione culturale è più diffusa nel Nord-ovest, unica ripartizione dove si registra una crescita rispetto al 2014", aggiunge il rapporto Istat.
Cresce la partecipazione culturale. “Negli ultimi anni- si spiega nel rapporto Istat- sono aumentati i visitatori a musei/mostre e a siti archeologici/monumenti ma anche le persone che vanno al cinema (quasi il 50% della popolazione). La fruizione di spettacoli o intrattenimenti fuori casa è piuttosto differenziata a livello territoriale: il divario tra ripartizioni è molto rilevante nel caso di visite a musei e monumenti, maggiori nel Centro-Nord. Nel 2013 le famiglie italiane hanno destinato alla spesa per ricreazione e cultura mediamente il 6,5% della spesa complessiva per consumi finali, una quota inferiore a quella riscontrata nel 2012. La riduzione accomuna tutte le ripartizioni; il valore più elevato di questa spesa si osserva nel Nord-ovest, mentre il Mezzogiorno presenta una quota inferiore alla media nazionale".
Lo sport. "La propensione alla pratica sportiva - conclude l’Istat - è in crescita nel 2015 ma riguarda ancora solo un terzo della popolazione (più gli uomini che le donne); la quota più elevata si riscontra nel Nord-est (39,4%), la più bassa nel Mezzogiorno (24,9%). Poco meno di un quarto dei praticanti vi si dedica in modo continuativo".