7 aprile 2016 ore: 11:38
Economia

Istat: in Italia povertà “sostanzialmente stabile”. Imprese, meno competitività

Rapporto ''Noi Italia. Edizione 2016''. Nel 2015 la quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica risulta in aumento (47,4%) per il secondo anno consecutivo; a crescere sono soprattutto coloro che si dichiarano "abbastanza soddisfatti". Produttività in aumento
Italiani e lavoro. Uomo di spalle sposta due cassette

ROMA - Nel 2015 la quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica risulta in aumento (47,4%) per il secondo anno consecutivo; a crescere sono soprattutto coloro che si dichiarano "abbastanza soddisfatti". Il livello di soddisfazione per la situazione economica presenta una variabilità a livello territoriale: Mezzogiorno e Centro sono le ripartizioni in cui l'aumento delle quota rispetto al 2014 è più consistente (circa 4,5 punti percentuali in più). Così l'Istat nel rapporto ''Noi Italia. Edizione 2016''. Tra il 2013 e il 2014 l'incidenza della povertà - relativa e assoluta - è risultata sostanzialmente stabile. La povertà relativa coinvolge circa un decimo delle famiglie residenti, quella assoluta il 5,7%.

Leggero aumento della produttività. Tra il 2010 e il 2014 la produttività del lavoro italiana è aumentata solamente dello 0,3%, un ritmo decisamente inferiore a quello medio europeo e dei principali paesi". La quota dei consumi italiani sul Pil si attesta all'80,6% nel 2014, mantenendosi più elevata rispetto alla media dei 28 paesi Ue (77,7%) e a quelle dei principali paesi dell'area. L'incidenza degli investimenti è poco meno del 17%, in questo caso inferiore alla media europea. La Pubblica amministrazione italiana nel 2014 spende circa 13,5 mila euro per abitante, un valore leggermente superiore a quello medio dell'Ue28. Tra le grandi economie dell'Unione, Francia, Germania e Regno Unito presentano livelli più elevati, mentre la Spagna spende meno dell'Italia.

Imprese, continua la perdita di competitività. La micro impresa nel settore dei servizi domina il panorama delle attività del sistema economico italiano. Rispetto alla media nazionale, nel Mezzogiorno prevalgono le micro imprese, sia di servizi sia dell'industria, nel Nord-ovest è più diffusa la grande industria, nel Nord-est le micro e piccole imprese dell'industria e nel Centro le grandi imprese dei servizi.
Dopo il recupero del biennio 2010-2011, nel 2013 prosegue la perdita di competitività delle imprese italiane, con 122,9 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro (124,6 nel 2012). Le regioni del Nord-ovest mostrano i livelli di competitività più elevati, mentre il Mezzogiorno registra valori inferiori alla media nazionale. La dimensione media delle imprese italiane, pari a 3,8 addetti, è di gran lunga inferiore al dato medio europeo (5,9). Sotto il profilo territoriale, la dimensione media si conferma più bassa nel Mezzogiorno (2,8).

Calano i consumi elettrici. Nel 2014 diminuiscono sia i consumi elettrici (-3% circa rispetto al 2013) che la produzione lorda di energia elettrica (-4,3% rispetto al 2013). I consumi sono stati pari a 4.710,3 kWh per abitante, il valore più basso degli ultimi 12 anni; la produzione lorda di energia elettrica si è invece attestata a 46 GWh per 10 mila abitanti, in flessione per il terzo anno consecutivo.

Agriturismo in crescita.  L'agriturismo conferma la tendenza strutturale alla crescita: tra il 2004 e il 2014 le aziende agrituristiche sono aumentate del 55,1%, quasi il 36% è gestito da donne. 

610 auto ogni mille abitanti. Il tasso di motorizzazione è pari a quasi 610 autovetture ogni mille abitanti, in lieve aumento rispetto al 2013. Il Centro si conferma la ripartizione con il valore più elevato. Nel confronto europeo l'Italia è di gran lunga uno dei paesi più motorizzati, preceduta solo da Lussemburgo e Lituania. Nel 2014 si è attenuato il trend discendente della mortalità per incidenti e le vittime della strada risultano 55,6 ogni milione di abitanti. La mortalità stradale presenta differenze territoriali significative, con sette regioni che registrano tassi inferiori alla media nazionale. In Italia il numero dei decessi per incidente stradale si conferma superiore a quello medio europeo e in confronto ai principali partner. Nel 2015 l'87,3% degli occupati e il 74,1% degli studenti utilizzano un mezzo di trasporto per recarsi al luogo di lavoro o studio, privilegiando l''automobile. Nel Mezzogiorno c'è una maggiore propensione a spostarsi a piedi, mentre nel Nord-est è più frequente l'uso dei mezzi di trasporto, sia per gli occupati sia per gli studenti.

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