20 maggio 2016 ore: 11:30
Immigrazione

Italia: seconde generazioni sospese. Dal 1993 nati 1 milione di bambini da stranieri

Rapporto annuale Istat. Tra i ragazzi stranieri che frequentano le scuole superiori la quota di coloro che si sentono italiani sfiora il 38%, il 33% si sente straniero, mentre il 29% preferisce non rispondere alla domanda
Cittadinanza e seconde generazioni

ROMA - Le seconde generazioni sono sospese tra diverse culture e appartenenze. Tra i ragazzi stranieri che frequentano le scuole superiori la quota di coloro che si sentono italiani sfiora il 38%, il 33% si sente straniero, mentre il 29% preferisce non rispondere alla domanda. E' quanto emerge dal Rapporto annuale dell'Istat.
La seconda generazione in senso stretto è quella dei nati da genitori stranieri nel paese di accoglienza. In senso lato raccoglie invece un insieme composito di ragazzi con diverso background migratorio, sia i nati in Italia sia quelli arrivati prima della maggiore età. Dal 1993 al 2014 in Italia sono nati quasi 971 mila bambini appartenenti alla seconda generazione in senso stretto, con una tendenza alla crescita che si è invertita solo negli ultimi due anni. Ai ragazzi nati in Italia, che rappresentano il 72,7% degli stranieri con meno di 18 anni, vanno aggiunti i giovanissimi arrivati insieme ai genitori o per ricongiungimento familiare. Negli anni molti bambini e giovanissimi di origine straniera sono divenuti italiani. Sono sempre di più, infatti, i minori che acquisiscono la cittadinanza italiana per trasmissione dai genitori e coloro che, nati in Italia, scelgono di prendere la cittadinanza italiana al compimento del diciottesimo anno di età.

Alcune collettività, come quella romena, sono molto aperte all'interazione con gli italiani e inclini ad assimilare usi e costumi; altre comunità, come quella cinese - più chiuse alla cultura nostrana e alle relazioni con gli italiani - si attestano su modelli di tipo pluralista. In ogni caso per molti ragazzi stranieri l'Italia non è il paese in cui vogliono vivere da grandi, il 46,5% immagina la propria vita da adulto in un altro paese, una percentuale poco sopra a quella rilevata per gli italiani (42,6). Gli atteggiamenti di apertura nei confronti della cultura italiana e le relazioni con amici italiani contribuiscono molto al radicamento sul territorio; va però segnalato che la più elevata propensione a vivere in Italia da grandi si riscontra fra i ragazzi cinesi, nonostante i contatti meno frequenti con gli italiani.

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