6 ottobre 2015 ore: 11:10
Immigrazione

Italiani all’estero a quota 4,6 milioni. I nuovi emigrati, giovani e istruiti

X Rapporto della Fondazione Migrantes. Tra espatri, nascite e altri motivi sono cresciuti di 154 mila unità gli iscritti all’Aire. Nel 2014 più di 100.000 italiani hanno lasciato l’Italia, un terzo con livello di istruzione medio-alto. La Germania scavalca il Regno unito come metà preferita
Italiani nel mondo 2015. Copertina

Uomo, nato al nord e con una età media intorno ai 30 anni. È l’identikit dell’emigrato italiano secondo il decimo rapporto “Italiani nel Mondo” presentato questa mattina a Roma dalla Fondazione Migrantes. In totale sono 4.636.647 i nostri connazionali iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero (Aire), 154.532 in più rispetto al 2014. Da gennaio a dicembre 2014, sono emigrate 101.297 persone: la maggior parte sono uomini (56%) non sposati (59,1%) tra i 18-34 anni (35,8%). Oltre il 44% appartiene alla fascia di età 25-39 anni e nel 29,9% dei casi hanno un diploma di scuola superiore. La Germania, con 14.270 trasferiti, è stata la meta preferita, seguita dal Regno Unito (13.425), dalla Svizzera (11.092) e dalla Francia (9.020).

Le Regione dove si emigra di più. Nel mondo vivono soprattutto italiani originari del sud Italia: il 51,4% è nato nel meridione, il 33,2% al nord e solo il 15,4% nel Centro Italia (713.775). La Sicilia con 713.483 residenti all’estero è la prima regione di origine, seguono Campania, Lazio e Calabria. Nell’ultimo anno però quella da cui sono emigrate più persone è stata la Lombardia, con 18.425 partenze: Milano, con 6.386 persone, guida la classifica e ha superato, rispetto allo scorso anno, Roma (5.974). Gli aumenti più consistenti tra le prime 10 province si sono registrati a Udine (86,1%) e Varese (46,2%), mentre Cosenza è l’unico territorio con una variazione negativa (-7,5%). 

Donne, minori e anziani. Le italiane che vivono all’estero sono 2.227.964, il 48,1%. Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione che ha più donne residenti fuori dall’Italia che gli uomini (1.134 unità di differenza). La quota più elevata di giovani emigrate si registra in Trentino Alto Adige e nel Lazio, la più bassa in Puglia (40,1%). I minori, invece, sono 706.683, il 15,2% del totale: il 45,0% (319.233) ha meno di 10 anni, il 33,1% (235.644) ha tra i 10 e i 14 anni e il 21,0% (151.806) ha tra i 15 e i 17 anni. Ma fuori dall’Italia abita anche una cospicua comunità di over 65: sono 922.545, 19,9% del totale. Di questi 445.672 hanno meno di 75 anni (48,3%), 317.779 hanno tra i 75 e gli 84 anni (34,4%) e 159.094 hanno più di 85 anni (17,3%). La maggior parte degli anziani iscritti all’Aire è calabrese, proviene dalla provincia di Cosenza e risiede in America latina. In Europa, invece, è la Germania la nazione in cui vivono più bambini italiani con meno di 10 anni, mentre in Europa è la Francia il paese che accoglie la più numerosa comunità di cittadini italiani over 65.

Le mete preferite.  La Germania, con 14.270 trasferiti, è stata la meta preferita, seguita da Regno Unito (13.425) – primo paese lo scorso anno – Svizzera (11.092) e Francia (9.020). Ben tre continenti nelle prime 11 nazioni della graduatoria dei paesi per numero di iscritti per solo espatrio: Europa, America (del Nord e latina) e Oceania. Una varietà che emerge se si considerano invece i paesi che hanno registrato l’aumento maggiore di italiani: in questo caso è in testa la Colombia (più 27,1%), seguita dalla Germania (più 6%), dal Lussemburgo (più 19,8%), dagli Emirati Arabi (più 19,3%), dall’Irlanda (più18,5%), dall’Australia (più 17,6%) e dall’Austria (più 15,3%). In calo, invece, il numero di residenti in Cina (meno 0,9%), in Argentina (meno 3,6%), in Canada (meno 3,9%) e soprattutto in Venezuela (meno 19,8%).

Chi sceglie di tornare. Nel 2013 sono tornati in Italia dall’estero soprattutto uomini (il 55,3%) tra i 35-39 anni con un livello di istruzione basso. I rientri avvengono principalmente verso la Lombardia (4.921 pari al 17,3% del totale delle iscrizioni), la Sicilia (2.847 pari al 10%), il Lazio (2.776 pari al 9,8%), il Veneto (2.254 pari al 7,9%) e la Campania (2.199 pari al 7,7%). Le città dove si torna di più sono Roma, Milano, Torino, Napoli e Firenze. Confrontando le cancellazione e le iscrizioni all’Aire, si osserva che nel 2013 l’intensità dei flussi ha registrato un saldo migratorio negativo di meno 53.662 unità.

Alla ricerca di un futuro migliore. Che si sia nati in Italia o in Nigeria, non importa. Chi emigra è mosso dagli stessi desideri: trovare un lavoro e costruire un futuro nuovo. Come si legge nel rapporto: “In questo momento l’Italia sta vivendo una nuova fase di partenze e arrivi: partenze di “migranti desideranti”, italiani alla ricerca di migliori e più appetibili condizioni di vita e di lavoro e arrivi di richiedenti protezione internazionale con progetti migratori il più delle volte finalizzati al Nord Europa e che transitano nei nostri territori chiedendo lo sforzo del primo soccorso e dell’asilo”. La Fondazione Migrantes esprime a chiare lettere il suo disappunto verso chi alimenta la paura del diverso: “In passato eravamo noi i migranti e le vittime dei naufragi, oggi invece l’Italia si trova a raccogliere corpi senza vita dal Mediterraneo o ad accogliere diverse centinaia di profughi piegati e terrorizzati dalla guerra, dai cambiamenti climatici e dalla fame. Il vero fine dell’andare avanti nella riflessione sulle migrazioni, è riuscire a far sì che ci sia un giorno in cui la decisione di partire per ogni migrante derivi da una scelta e non da un obbligo”. (Maria Gabriella Lanza)

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