25 settembre 2014 ore: 11:52
Società

Kenya, sotto accusa la polizia antiterrorismo finanziata da Usa e Gb

Un rapporto elenca tutti gli abusi dell’Atpu dal 2007 ad oggi, in particolare l'uccisione a sangue freddo di esponenti religiosi musulmani (15 negli ultimi 9 mesi). “È un’unità di malviventi”. Il Foreign Office fa sapere di aver preso sul serio la denuncia
Terroristi in Africa. Militari

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI: Mentre il Kenya si avvicina al primo anniversario della sparatoria nel centro commerciale Westgate, i continui omicidi extragiudiziali di esponenti religiosi musulmani sono stati fortemente condannati dai gruppi attivi per i diritti umani, sia a livello locale che internazionale. I riflettori sono puntati sull'unità di polizia anti-terrorismo (Atpu), un braccio del servizio di polizia keniana, creata nel 2003 con l’obiettivo ufficiale di combattere il terrorismo. Da quando ha iniziato ad operare continua a ricevere fondi da Gran Bretagna e Usa, che le hanno elargito 10 milioni di dollari al momento della creazione.

Tuttavia gli oppositori fanno notare che il suo mandato principale lascia all'Atpu carta bianca per commettere atti efferati in nome della lotta al terrorismo. Il mandato recita: "... per bloccare, individuare, troncare e proibire attività terroristiche all'interno della nazione; investigare minuziosamente tutti i casi di terrorismo o ad esso relativi; prendere il controllo, garantire la sicurezza e barricare tutti i luoghi esposti ad atti terroristici; creare profili di sospetti terroristi e formare una banca dati; condividere informazioni e indiscrezioni con altre agenzie che si occupano di sicurezza; visionare e monitorare la sicurezza delle missioni dall'estero".

Per via di questo mandato così permissivo, l'Atpu, nello svolgere il proprio lavoro, ha commesso un numero ingente di violazioni dei diritti umani, infrangendo leggi locali, nazionali e internazionali. Varie associazioni per i diritti umani hanno gettato accuse verosimili di omicidi extragiudiziali, pestaggi di sospetti terroristi, incarcerazioni arbitrarie, versioni dei fatti alterate e scomparse misteriose. Sebbene la polizia keniana continui a negare, decine di esponenti religiosi musulmani sono stati uccisi a sangue freddo sulla costa, a volte vicino stazioni di polizia, atto sconsiderato che solo la polizia potrebbe compiere. Al contrario della sua attiva controparte in Uganda, la quale ha sventato vari attacchi, l'Atpu fa la sua apparizione soltanto dopo che ha avuto luogo un attacco, e viene pertanto considerata una banda col grilletto facile che si nutre di omicidi extragiudiziali.

Un membro dell'Atpu, rivolgendosi sotto anonimato ai ricercatori di Muhuri (Muslims fot Human Rights), organizzazione non governativa con sede a Mombasa, ha confessato l'omicidio di almeno un esponente religioso: "Il sistema giudiziario in Kenya non favorisce il lavoro della polizia. Perciò optiamo per eliminarli: li identifichiamo e spariamo di fronte alla famiglia, a cominciare dai leader".
La sua rara ammissione rinforza ciò che è sostenuto in un rapporto di Muhuri e dell'Open Society Justice del novembre 2013, intitolato "Siamo stanchi di portarvi in tribunale. Violazioni di diritti umani da parte delle unità anti-terrorismo keniane". Il rapporto annovera gli abusi dell'Atpu dal 2007 a oggi, dimostrando che tali abusi sono controproducenti per combattere il terrorismo e distruggono la fiducia reciproca fra le comunità e le forze dell'ordine.
Secondo il rapporto, basato su 40 interviste, uno degli esempi più palesi degli abusi commessi dall'Atpu risale al 13-14 novembre 2012, quando il gruppo ha catturato parecchi sospettati e li ha pestati prima di portarli alle stazioni di polizia. Alla fine tutte le accuse contro questi individui sono state ritirate per mancanza di prove. Il rapporto documenta anche una dettagliata e credibile accusa che l'Atpu ha abusato sessualmente di Swaleh Abdullah Said, un uomo catturato a Mombasa perché sospettato di attività connesse al terrorismo, compresa la sparatoria al centro commerciale Westgate. Per di più, fra il 2013 e il 2013 molti sospetti terroristi sono risultati dispersi o uccisi.

"Vogliono impressionare gli inglesi e gli americani, perché vengono finanziati da essi", dice Francis Auma, che ha redatto il rapporto. Ma, in risposta, il ministero degli esteri inglese ha fatto sapere di aver preso molto sul serio le accuse di violazioni dei diritti umani.
"La Gran Bretagna ha interessi importanti in Kenya. Sosteniamo che ci sia una minaccia a questi interessi, come dimostrato dal recente attacco al Westgate, e anche alla madrepatria - specialmente da parte dei combattenti stranieri in Africa orientale, molti dei quali hanno legami con la Gran Bretagna", scrive il Foreign Office in una dichiarazione ufficiale. Aggiungendo: "Stiamo lavorando con le autorità per smorzare questa minaccia e far trionfare la giustizia in Kenya".

Il rapporto dipinge l'Atpu come un'unità di malviventi che opera paradossalmente in un periodo in cui il Kenya sta riformando gli eccessivi poteri della polizia. "L'Atpu deve ricevere più sorveglianze e controlli. Gli ufficiali devono essere riconosciuti responsabili delle violazioni dei diritti umani, e le vittime devono essere risarcite. Inoltre le nuove riforme sui poteri della polizia devono essere applicate urgentemente. E' importante infine che gli aiuti dall'estero per il mantenimento della sicurezza non finanzino forze come l'Atpu per commettere abusi", si puntualizza nel rapporto.

Ciononostante, il fatto che ha causato maggiore tumulto è l'uccisione di leader religiosi musulmani radicali, spesso culminato in proteste violente. Queste uccisioni e scomparse di sospetti terroristi sono iniziate nel 2007, ma sono aumentate esponenzialmente dopo il 2011, di pari passo con i sempre più insistenti attacchi di Al Shabaab per rivendicare la presenza di truppe keniane in territorio somalo. In particolar modo, la radicalizzazione dell'islam sulla costa del Kenya ha dato all'Atpu un motivo valido per inasprire i controlli contro i sospettati di terrorismo, solamente che queste operazioni sono andate a concludersi con omicidi extragiudiziali.
Secondo Haki Africa, un'organizzazione per i diritti umani, più di 15 autorità religiose musulmane sono state uccise soltanto negli ultimi 9 mesi. Insomma, è evidente che a meno che l'Atpu non intraprenda un rinnovamento sostanziale e smetta di uccidere senza aspettare un processo, il Kenya continuerà a fare le spese degli attacchi terroristici, specialmente se le sue truppe persisteranno con l'occupazione della Somalia. (Zachary Ochieng)

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