8 giugno 2023 ore: 12:18
Società

L'altra faccia di Bologna: "Molti ai margini dell'eldorado"

Accogliente, con un mercato del lavoro dinamico, Bologna (con la sua area metropolitana) rischia di non essere solo città della conoscenza, dei servizi, del turismo e della manifattura. La Cgil: "Rischia di essere anche città della diseguaglianza, o meglio, al plurale, delle diseguaglianze..."

Bologna - Accogliente, con un mercato del lavoro dinamico, Bologna (con la sua area metropolitana) rischia di non essere solo città della conoscenza, dei servizi, del turismo e della manifattura. "Rischia di essere anche città della diseguaglianza, o meglio, al plurale, delle diseguaglianze, diseguaglianze che si stanno consolidando negli anni e multiple: riferite al genere, alla tipologia di contratto e di settore, diseguaglianze territoriali", ammonisce il segretario della Cgil, Michele Bulgarelli, commentando i dati raccolti dall'Ires dell'Emilia-Romagna. Non c'è solo la disuguaglianza tra lavoratori giovani e lavoratori più anziani e tutelati, ma quella tra le retribuzioni delle lavoratrici e quelle dei loro colleghi maschi. I numeri sono "drammatici", certifica il numero uno della Camera del lavoro: in media una lavoratrice (dati 2021) guadagna al giorno 29,5 euro in meno del suo collega maschio, una differenza minima tra gli apprendisti, bassa tra gli operai, che aumenta tra gli impiegati, cresce ulteriormente tra i quadri e raggiunge il massimo tra i dirigenti, passando dai 91 euro giornalieri di differenza nel 2018 ai 97,2 euro del 2021. Più cresce la qualifica e più cresce il divario economico, in un quadro di dati che non fotografa la mancanza di donne nei livelli apicali delle imprese o semplicemente nei profili di responsabilità. I numeri mostrano che le imprese, in assenza di vincoli e paletti, producono diseguaglianza. "Dove è più forte il peso della contrattazione collettiva, nazionale ed eventualmente anche aziendale, e cioè tra i livelli più bassi e tra i profili operai, la funzione redistributiva della contrattazione collettiva limita le diseguaglianze, a partire da quelle di genere", sentenzia Bulgarelli. Un'altra linea di frattura tra i redditi da lavoro è legata ai diversi settori.

Emerge chiaramente, sterilizzando l'effetto dell'anno 2020 sul quale ha inciso l'utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali per la pandemia, la tenuta dei redditi da lavoro nel settore manifatturiero (100.000 addetti e una retribuzione media annua che passa dai 34.200 euro del 2019 ai 34.400 euro del 2021), un leggero calo delle retribuzioni dei lavoratori occupati nel settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio (52.000 addetti e una retribuzione media annua che passa da 25.800 euro a 25.400 euro), e una riduzione più marcata delle retribuzioni nel settore dei servizi di alloggio e di ristorazione (28.000 addetti e una retribuzione media annua che scende da 12.500 euro nel 2019 a 10.500 euro nel 2021) e nel settore dell'istruzione. Questi numeri vanno letti insieme alla crescita del settore del turismo: il numero degli addetti nei settori commercio, alberghi e ristoranti passa dai 57.700 del 2019 ai 79.700 del 2022. "Le criticità strutturali che si riscontrano in questo settore (dalla stagionalità all'alto tasso di irregolarità del lavoro) rischiano di produrre una pericolosa frattura sociale", avverte il sindacalista. Bologna rischia di avere una preoccupante crescita di lavoro povero, come evidenziato anche nei numeri del 'disagio occupazionale': 40.500 lavoratori con contratto a termine involontario nel 2022 ai quali si aggiungono 28.700 lavoratori e lavoratrici con part-time involontario. Bologna e il territorio della Città metropolitana sono infine attraversate da linee che segnalano la presenza di diseguaglianze anche territoriali con una concentrazione delle dichiarazioni sotto i 15.000 euro annui nei comuni dell'Appennino e in quelli della pianura Nord.

"Si possono leggere le crisi e le loro conseguenze nei numeri dell'Osservatorio: nel rapporto si vede l'uscita dalla pandemia, con i suoi impatti sulla tenuta occupazionale e dei redditi, così come si individuano le difficoltà dovute all'interruzione delle catene globali di fornitura e alla crescente inflazione", tira le somme Bulgarelli. "L'anno prossimo, in occasione della presentazione del rapporto del 2024, capiremo gli impatti sull'economia dell'alluvione che nel mese di maggio 2023 ha interessato i territori della nostra Regione ed in particolare la Romagna", prevede. "Emerge il quadro di un territorio dinamico, che attrae investimenti e professionalità, attraversato da linee di frattura che segnalano diseguaglianze, anche profonde, e fragilità diffuse. A Bologna si cominciano a vedere gli effetti del calo demografico e dell'invecchiamento della popolazione, meno accentuati di quelli che si registrano a livello nazionale grazie a quell'attrattività del territorio", riconosce il segretario. "Dall'Osservatorio emergono tutte le debolezze e le criticità che attraversano il territorio e sulle quali tanto le Istituzioni quanto i soggetti della rappresentanza del mondo del lavoro devono indirizzare la propria attenzione e il proprio intervento", conclude.

(DIRE)
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