9 maggio 2015 ore: 15:33
Non profit

L'appello del volontariato: “Le istituzioni ci aiutino a fare del bene"

Oggi l'autoconvocazione per far sentire la propria voce e discutere sul futuro del terzo settore. Un confronto che terminerà il 5 dicembre, giornata internazionale del volontariato. Gli obiettivi: valorizzare l’azione gratuita e l’impegno civile di 4,5 milioni di persone che dedicano il loro tempo agli altri
Mani colorate, solidarietà, volontariato

Roma -  Il mondo del volontariato si è autoconvocato oggi a Roma per rilanciare i valori fondanti del terzo settore. Sono arrivati da tutta Italia con cappellini arancioni, penne e fogli per far sentire la propria voce. L’iniziativa, promossa da Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, dal CSVnet, dal ConVol, dalla Caritas Italiana e dal Cnv, ha l’obiettivo di affermare la centralità dell’azione gratuita in un momento di crisi economica e sociale. Ma non solo. Al centro del dibattitto c’è anche il disegno di legge delega che vuole riformare il settore del non profit, un progetto che secondo la Convol non tiene conto dell’esperienza maturata in questi anni dalle associazioni e che non valorizza la loro azione. 

box Il percorso di discussione e confronto terminerà il 5 dicembre, giornata internazionale del volontariato. Intanto, oggi i volontari, che hanno partecipato a vari gruppi di lavoro, hanno raccontato la loro esperienza di vita.  “La solidarietà è il metro che esprime la civiltà di una nazionale”, ha detto Pasquale, coordinatore di un centro di ascolto a Frosinone e volontario in carcere. “Non basta la nostra buona volontà, abbiamo bisogno che le istituzioni ci mettano nelle condizioni di agire. Facciamo fatica ad essere riconosciuti ed aiutati nella nostra azione di impegno civile. Molti mi dicono: ‘ma chi te lo fa fare, io non ce la faccio ad aiutare gli altri’. Oggi voglio dire che tutti abbiamo dentro di noi qualcosa da dare. Anni fa facevo il barelliere per l’Unitalsi. E’ una esperienza che mi ha dato molto più di quello che ho donato”.

Saverio, invece, ha iniziato a fare il volontario a 14 anni. “Quando nel 1976 c’è stato il terremoto in Friuli ho sentito che dovevo fare qualcosa. Così ho preso un pulmino e sono partito. Nell’aiutare gli altri a ricostruire le loro case ho trovato il conforto di cui avevo bisogno in quel momento. Da allora non ho più smesso: a 18 anni sono stato in Irpinia, colpita da un altro sisma, partito portando con me solo un sacco a pelo. Ho organizzato i primi soccorsi, ho scavato nelle macerie con le mani. Lo stesso ho fatto per L’Aquila. Durante l’alluvione di Genova, ho aderito alla campagna “Non siamo Angeli” perché io non sono un eroe. Siamo solo persone che si sentono realizzate facendo volontariato. E’ questo quello che ho insegnato ai miei figli”. (gabriella lanza)

© Copyright Redattore Sociale