7 aprile 2016 ore: 10:28
Disabilità

L’Aquila, "Case" salvate dalla demolizione e destinate ai disabili

Con la ricostruzione, si stanno svuotando i 4.800 appartamenti temporanei realizzati dopo il sisma. Ora sono tante le proposte per realizzare percorsi di autonomia e inclusione, come case famiglia e anche un bed and breakfast
L'Aquila - Appartamenti Progetto CASE/MAP

ROMA - Deliberata l’approvazione a luglio dalla Giunta Regionale abruzzese, i progetti di integrazione sociale per persone disabili o autistiche proposti dall’Assessore alle Politiche Sociali Emanuela Di Giambattista a L'Aquila stanno diventando realtà, alcuni già lo sono. Obiettivo: salvare le “Case” dalla demolizione, dando loro una destinazione sociale. Ovvero, mettendole a disposizione di associazioni e cooperative che provvedano alle diverse “fragilità”. Sono molte infatti le proposte pensate per offrire un percorso di tipo socio-riabilitativo a persone con disabilità, disagi psichici o autismo, e per occupare in maniera utile, non solo dal punto di vista economico, gli appartamenti del Progetto Case/Map, che si stanno svuotando a causa della ricostruzione delle case dopo il terremoto del 6 aprile 2009, che finalmente sta procedendo.

- La collaborazione fra il comune e il Centro Regionale per l’Autismo sta dando i suoi frutti: presto (i ritardi sono dovuti alle procedure della burocrazia italiana) due appartamenti verranno destinati a ragazzi autistici per proporre loro un vero percorso di integrazione socio-sanitaria, a spese del comune. “Si sta solo aspettando una presa d’atto della Asl – dichiara l’assessore Emanuela Di Giambattista – e poi siamo pronti a partire con il progetto che avvierà percorsi di autonomia ed inclusione e contribuirà a riportare a casa le tante persone affette da autismo sono costrette a risiedere in strutture sanitarie fuori regione”.

Già attivo è invece il progetto frutto del protocollo di intesa tra il comune e il dipartimento di Salute Mentale che ha trasformato due degli appartamenti del progetto Case in case famiglia (“Gruppi appartamento convivenza”) per persone con diversi tipi di disabilità. Percorsi di riabilitazione sociale sono comunque già attivi sul territorio, tre appartamenti sono stati destinati a tre associazioni locali che si occupano di persone con disabilità.

In trattativa anche la partnership con Fish (Federazione italiana per il superamento degli handicap), la cui idea è quella di destinare due o quattro appartamenti ad esperienze di inclusione lavorativa di ragazzi disabili, come ad esempio l’apertura di un bed & breakfast che verrebbe gestito da ragazzi ospiti della struttura. “Con questa delibera – prosegue l'assessore Di Giovambattista – vogliamo consolidare il percorso di integrazione socio sanitaria dei servizi nel nostro territorio, con l'intenzione di dare un sostegno reale a chi si trova in situazioni di disagio psichico, associato a disagio economico”. (Chiara Maistri)

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