L'Aquila cinque anni dopo: niente lavoro e giovani in fuga
Roma - Pochi secondi "ed e' cambiata la nostra vita". Cinque anni ed e' (quasi) tutto come allora. Il 6 aprile, alle 3.32 del 2009, un terremoto sconvolse la vita degli abitanti di L'Aquila e delle zone limitrofe. Il capoluogo e' faticosamente alla ricerca di una rinascita, molti scelgono di lasciare e di andare a cercare fortuna altrove.
Alessandro Cialone e' un giovane giocatore della squadra de L'Aquila rugby. La citta', praticando uno sport storicamente diffuso da queste parti, Cialone la vive, con i suoi disagi e i suoi problemi. E non dimentichera' mai quello che successe 5 anni fa: "Il 5 aprile del 2009 giocammo e vincemmo ad Alghero, la sera ci ritrovammo in centro per festeggiare la nuova vittoria di quella stagione". Un motivo per sorridere un po': le scosse di terremoto da giorni si facevano sentire, facendo 'salire' l'ansia negli abitanti. "Era da tempo che aveva iniziato a farci visita questo terribile mostro- ricorda Cialone- Quella sera eravamo appena tornati, era mezzanotte e mezza e sapevamo che c'erano gia' state delle scosse. Ma ci avevamo fatto il callo". E per questo "decidemmo comunque di andare in centro per continuare i festeggiamenti. Ma verso l'1 una scossa abbastanza forte ci convinse a tornare a casa e a chiudere li' la serata. Alle 3.32 la nostra vita e' cambiata radicalmente, in un attimo. Dopo quei pochi secondi ci troviamo in situazione in continua evoluzione, ma che dovra' trovare una dimensione diversa rispetto a quella attuale. Manca quel tessuto sociale che una volta rendeva unica la nostra citta'".
Dopo 5 anni "e' cambiato tutto, ma niente rispetto ai momenti successivi al terremoto". L'Aquila aveva il suo cuore pulsante "nel centro storico", oggi e' una citta' "piena di centri commerciali. Molti giovani vanno via per ricominciare la propria vita da un'altra parte. È dura trovare una valvola di sfogo. Difficile iniziare un lavoro, aprire una attivita'. È dura, la citta' e' comunque in continua evoluzione e deve trovare ancora la sua realta'. Sono spariti punti di aggregazione, di ritrovo per i giovani che faticano a creare un ambiente sano da cui partire. Il centro storico e' invivibile".(foto e video su www.dire.it) (DIRE)