27 aprile 2017 ore: 14:41
Disabilità

L’arbitro Rizzoli in campo per i giovani della Fondazione Dopo di Noi

Nicola Rizzoli e i giovani della onlus bolognese insieme nella campagna di sensibilizzazione per il futuro dei ragazzi disabili: “Lo sport è veicolo di aggregazione, metterlo al servizio di un messaggio così importante è un bel traguardo”. Il video sarà proiettato neggli stadi di Serie A nella 34esima giornata di campionato
Rizzoli e dopo di noi
Rizzoli e dopo di noi

BOLOGNA - Il sugo, la pentola con gli spaghetti che cuociono, la fogliolina di basilico. Luca scatta dalla cucina al soggiorno, passa il piatto a un’amica che lo consegna al ragazzo che, con estrema precisione, ha apparecchiato la tavola. Il tutto sotto gli occhi attenti dell’arbitro Nicola Rizzoli, commentato a mo’ di telecronaca sportiva da Riccardo Cucchi, storica voce della trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”. È lo spot che sarà proiettato sui maxischermi di tutti gli stadi di Serie A in occasione della 34esima giornata di campionato (28, 29, 30 aprile); è lo spot realizzato dalla Fondazione Dopo di Noi Bologna, onlus che offre sostegno ai genitori di persone con disabilità e porta avanti percorsi di sperimentazione abitativa. “Per un ragazzo con disabilità raggiungere l’autonomia è una grande vittoria. Ma solo allenandosi fin da oggi potrà cambiare il suo futuro”, spiega Rizzoli, testimonial della campagna, suo ideatore e amico della Fondazione. Motto dell’iniziativa – patrocinata da Aia, Associazione italiana arbitri, lega Serie A e Comune di Bologna – “Il futuro è oggi”, impresso anche sugli striscioni che accompagneranno le squadre sul campo da gioco.

Nel video diretto da Antonio Saracino, l’arbitro della finale dei Mondiali del 2014 e i ragazzi della Fondazione sono ripresi proprio all’interno di uno degli appartamenti della onlus, dove imparano a vivere da soli. Rizzoli, in maglia ufficiale, segue le fasi della preparazione del pranzo come se fosse una concitata azione calcistica. “È stato emozionante entrare nella casa dove i giovani si costruiscono un futuro – ammette –. Lo sport è un grandioso veicolo di aggregazione, e mettere lo sport più popolare al servizio di un messaggio così importante è un bel traguardo”.

Rizzoli e dopo di noi. 2

“Pur nella sua essenzialità, il video tocca punti per noi molto importanti – sottolinea Luca Marchi, direttore della Fondazione –. L’appartamento è uno dei nostri, l’abbiamo chiamato ‘Casa fuori casa’. Poi, ci sono i nostri ragazzi. E c’è anche il lavoro di squadra: come in tutte le squadre, non c’è bisogno che tutti sappiano fare tutto, c’è chi è più bravo a fare una cosa e chi un’altra”. Marchi mette l’accento sull’importanza dell’avviamento ai processi che caratterizzano la vita adulta e dell’acquisizione delle capacità utili nel quotidiano, dalla spesa alla gestione dei soldi passando per le faccende domestiche. “Perché ‘Il futuro è oggi’. Se non impari adesso quello che potrà tornarti utile un domani, è inutile guardare al futuro. E anche la preparazione di un piatto di pasta è un’azione molto meno banale o scontata di quanto può sembrare”. Un ragionamento portato avanti affiancando sempre al “noi” dei genitori il “noi” dei ragazzi: “I genitori sono preoccupati oggi e oggi vanno aiutati, non tra 20 anni. Affrontiamo con loro aspetti giuridici, patrimoniali, assistenziali. Contemporaneamente, però, non dobbiamo scordare che i protagonisti sono i ragazzi, che spesso desiderano cose diverse da quelle che i genitori vorrebbero per loro”. Sono 30 i ragazzi che oggi ruotano in quella casa: chi con una forte presenza di educatori, chi con una presenza limitata. È un processo graduale: ultimo step, la consegna delle chiavi ai ragazzi. Dodici, invece, i giovani che, dopo questo percorso, vivono già stabilmente fuori casa, in autonomia. Dal 2003, quando la Fondazione è nata, ha sostenuto 450 famiglie e coinvolto nei progetti di sperimentazione abitativa oltre 150 persone.

- “La sfida che loro e loro famiglie devono sostenere è simile alla preparazione di un atleta – spiega Rizzoli –: allenarsi più volte la settimana, imparare le regole, provare con pazienza gli schemi di gioco, impegnarsi senza darsi per vinti. Imparare a cadere, ma soprattutto imparare a rialzarsi”. Gli fa eco Emilio Marrese, giornalista e regista che ha collaborato con Saracino per la realizzazione del video: “La solitudine dell’arbitro, lasciato solo nel momento di prendere la decisione più importante, somiglia al momento in cui questi ragazzi devono fare scelte mai fatte prima”.

Lo spot sarà trasmesso anche da alcune emittenti locali e sarà accompagnato da una campagna sui social network per invitare a devolvere il 5 per mille alla Fondazione Dopo di Noi Bologna. Saranno realizzati anche altri video che vedranno l’arbitro Rizzoli e i giovani con disabilità impegnati in altre situazioni: fare la spesa, muoversi in città, coltivare relazioni con amici e familiari. (Ambra Notari)

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