8 maggio 2018 ore: 16:00
Economia

L'economia del riuso che fa bene all'ambiente

Sette milioni di oggetti usati venduti nell'ultimo anno, per un giro d'affari da 40 milioni e 45 mila tonnellate in meno di gas serra emesse nell'atmosfera. Sono i numeri di “Ri-economy, indagine scientifica sul valore del riuso”, presentata oggi a Milano da Mercatino e Legambiente

MILANO – Una rete di negozi dell'usato che va da Alessandria fino a San Benedetto del Tronto, da Seregno a Campobasso. Dove si possono comprare e vendere scarpe di alta moda, bigiotteria, elettrodomestici, boccali di birra, borse. Di tutto. Un paniere di oggetti che vale 7 milioni di pezzi che sono passati da un mano all'altra nell'ultimo anno. Invece di finire dentro a una discarica o negli impianti di smaltimento rifiuti. Si chiama economia circolare e tratta di soldi, etica e ambiente. Il giro d'affari annuo vale 40 milioni di euro rimborsati ai venditori e mancate emissioni di gas serra nell'atmosfera per 45 mila tonnellate. Numeri riassunti dentro a “Ri-Economy, indagine scientifica sul valore del riuso”. Il report stilato da Mercatino srl – realtà veronese dal 1994 attiva nel settore del riuso – è stato presentato l'8 maggio a Palazzo Castiglioni di Milano, in collaborazione con Legambiente, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e l'energia (Enea) e EcoInnovazione. 

Si tratta di un'indagine scientifica condotta con metodologia Lca (Life Cycle Assessment) volta a quantificare e benefici del riuso su economia e ambiente. “Il settore dell'usato – secondo Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – risponde a una precisa esigenza ambientale, cioè la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte. Gli oggetti in buono stato possono soddisfare la domanda dei consumatori abbattendo l'impatto della produzione e del nuovo packaging”.

L'associazione ambientalista invita a soffermarsi sugli oltre 11 milioni di metri cubi di oggetti venduti in sei anni da Mercatino in tutta Italia. Una cifra che equivale al volume totale dei rifiuti urbani conferiti in discarica nel 2016. Un focus sulla Lombardia mostra come siano 420mila gli oggetti venduti nell'area metropolitana di Milano nel lasso di tempo che “Ri-Economy” ha preso in considerazione, fra giugno 2016 e maggio 2017. “Se ogni abitante acquistasse almeno un prodotto”, scrive Legambiente, “si risparmierebbero fino a 23 mila tonnellate di anidride carbonica e 16 mila kg di Pm2, che equivalgono alle emissioni di particolato generate dall'uso di 1,5 miliardi di sigarette”. (Francesco Floris)

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