14 ottobre 2021 ore: 14:36
Immigrazione

Farmacisti, medici e specialisti stranieri ​in prima linea contro il covid

Rapporto Caritas-Migrantes 2021. 22 mila medici, 38 mila infermieri, 5 mila odontoiatri, 5 mila fisioterapisti, 5 mila farmacisti, 1.000 psicologi e 1.500 fra podologi, tecnici di radiologia, biologi, chimici e fisici. Tra gli oltre 350 medici morti, almeno 18 sono stranieri
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ROMA - Nella “guerra” contro il SarsS-CoV-2 l’Italia  ha potuto contare su 22 mila medici, 38 mila infermieri, 5 mila odontoiatri, 5 mila fisioterapisti, 5 mila farmacisti, 1.000 psicologi e 1.500 fra podologi, tecnici di radiologia, biologi, chimici e fisici, tutti di origine straniera, impegnati  in prima linea. E c’è chi ha pagato con la vita: fra gli oltre 350 medici morti durante la pandemia, almeno 18 sono medici stranieri. Molti di più i contagiati e i ricoverati in terapia intensiva. Lo ricorda il  Rapporto migranti 2021 realizzato da Caritas e da Fondazione Migrantes, pubblicato oggi.

Secondo i dati dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale aggiornati al 27 giugno 2021 (dove è riportato il Paese di nascita e non la cittadinanza) si può riscontrare  una minore copertura vaccinale tra le persone nate all’estero rispetto a quelle nate in Italia (50% contro 60%). Tale diseguaglianza è ancor più marcata negli adolescenti e nei giovani adulti (12-29 anni di età), tra i quali la copertura è del 15% nei nati all’estero e del 28% nei nati in Italia, e permane nella fascia di età 30-49 anni (41% contro 49%). Fino al 27 giugno 2021 sono state complessivamente vaccinate circa 2.131.000 persone nate all’estero in possesso di tessera sanitaria, e sono appena iniziate le vaccinazioni agli Stranieri Temporaneamente Presenti (STP, immigrati senza permesso di soggiorno), che si consolideranno, seppur lentamente, nei prossimi mesi.

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