L'Imam: "La parola va combattuta con la parola, non con le pallottole"
La vignetta di Jenus
MILANO - L'attentato di Parigi è un "atto vile e osceno". Il terrorismo "nuoce soprattutto all'Islam". Mohammed Maher Kabakebji è il presidente e imam della moschea di Cascina Gobba a Milano, dedicata a Maria (il Corano ha due capitoli e alcuni versetti sulla madre di Gesù). Il suo sermone della preghiera del venerdì (in arabo e in italiano) affronta esclusivamente il tema cruciale di questa drammatica settimana. "Ben 1439 anni fa il profeta Maometto stipulò un trattato di cittadinanza con ebrei e cristiani nella città di Medina per la pacifica convivenza -racconta ai circa 500 fedeli presenti-. Ecco perché ogni atto di violenza è da rifiutare e da condannare. Maometto nella sua vita ha subito persecuzioni ben peggiori di qualche vignetta. La parola va combattuta con la parola, non con le pallottole. La falsità va combattuta con il ragionamento".
- Oggi nel centro islamico alla periferia nord-est della città è un giorno speciale anche perché c'è una delegazione della Comunità di Sant'Egidio, che ha voluto portare un messaggio di amicizia e di solidarietà ai musulmani. "In Italia l'islamofobia la subiamo solo da alcuni politici -aggiunge l'imam-. La popolazione invece è con noi. E noi dobbiamo essere ambasciatori di pace in Europa. L'Islam può essere una ricchezza per questo continente".
Al termine della preghiera, Ulderico Maggi, rappresentante della comunità di Sant'Egidio, è intervenuto per "esprimere amicizia e affetto" ai musulmani, che dopo le persone uccise a Parigi sono le altre vittime del terrorismo. "Di fronte ai fatti tragici di Parigi come credenti figli di Abramo non possiamo che stare uniti e pregare l'unico Dio -ha aggiunto-. Insieme dobbiamo lavorare per dare ai più giovani la forza di resistere al male". (dp)