30 gennaio 2018 ore: 11:05
Società

L'Italia? Paese confuso sul piano politico, indeciso tra ragione e nichilismo

"Rapporto Italia 2018" di Eurispes. "Il Paese è confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento. Tra desiderio di stabilità e spinte populiste. Tra ragionevolezza e nichilismo. Fatto sta che si confrontano due tendenze fondamentali: quella dell'etica della responsabilità e quella dell'etica della convinzione"
Eurispes Rapporto 2018
Eurispes Rapporto 2018

Roma - "Il Paese e' confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento. Tra desiderio di stabilita' e spinte populiste. Tra ragionevolezza e nichilismo. Fatto sta che si confrontano due tendenze fondamentali: quella dell'etica della responsabilita' e quella dell'etica della convinzione. Per semplificare e volgarizzare: l'etica della responsabilita' si affida alla testa, quella della convinzione alla pancia. Tradotta in termini politici, l'etica della responsabilita' impone la riflessione, il calcolo, la capacita' previsionale, il confronto nel rapporto tra mezzi, fini e risultati possibili e, di conseguenza, si rappresenta con il metodo democratico nella scelta delle azioni". Lo dice il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, commentando il Rapporto Italia 2018, giunto alla sua trentesima edizione.

"L'etica della convinzione- prosegue- si affida ad una fede, ad una mera visione di carattere messianico-religioso, interpretata da un capo carismatico, che non puo' essere messa in discussione se non attraverso un'eresia, con tutte le conseguenze del caso per l'eretico. Ovviamente, per dirla con Aron, non e' che l'etica della convinzione coincida con la mancanza di responsabilita' e l'etica della responsabilita' con la mancanza di convinzione. Ma vi e' una differenza incolmabile tra l'agire secondo la massima dell'etica della convinzione e l'agire secondo la massima dell'etica della responsabilita'".

Il rischio, sostiene Fara, "e' che, stabilendo come fondamentale una alternativa che diviene reale solo in casi estremi, ci si espone ad un duplice rischio: dare una specie di giustificazione da una parte ai falsi realisti che scartano con disprezzo i rimproveri dei moralisti, e dall'altra ai falsi idealisti che condannano senza discriminazione tutte le politiche perche' non si conformano al loro ideale e che finiscono col contribuire, coscientemente o no, alla distruzione dell'ordine esistente, a vantaggio dei rivoluzionari ciechi e dei tiranni", conclude. (DIRE)

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